DALLA PINETA DELLA CUBANIA AL RIFUGIO CITELLI

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La pineta della Cubania si trova nel versante est del vulcano, fra il territorio del comune di Milo e il Rifugio Citelli, ricadente nel territorio del comune di Sant'Alfio. La zona è stata oggetto di diverse eruzioni: 1928, 1950-51, 1971, 1979. Il percorso prevede l'attraversamento del bosco utilizzando un'antica trazzera. Anticamente questa zona rappresentava un punto importante per l'economia delle popolazioni locali, che qui svolgevano attività pastorali e dei prodotti boschivi, commercio di legname e di neve.
La partenza avviene dalla Casa Pietracannone, che si raggiunge da Fornazzo (824 mt. s.l.m.) lungo la Mareneve sud. Dopo circa 5 Km. ad una curva, si incontra sulla sinistra una stradina asfaltata chiusa al transito da una sbarra, a quota 1532 mt.

Questa stradina scende nel letto del torrente Sambuco e nella antica trazzera che costeggia la Casa. Da qui inizia una rilassante escursione fra i boschi e vecchie colate laviche. L'appellativo di "Pietracannone" deriva da un singolare condotto lavico posto alla base dell'edificio, che ricorda la bocca di un cannone. Risalendo la carrareccia, dopo circa 100 mt. si raggiunge un bivio dal quale si deve svoltare a destra in direzione di un paletto che indica: "Sentiero 16.3". Il tratto iniziale è immerso in un fitto castagneto, e la stradina è caratterizzata dalla presenza di vecchio basolato. La salita diviene ora più ripida, contrassegnata da altri paletti segnapista. Dopo circa 1,4 Km. si raggiunge un braccio della colata del 1971. Si svolta lato monte seguendo un breve tratto di 70 mt. della stessa lava, sino a scorgere sulla destra una pista forestale dismessa. Dopo circa 40 minuti si arriva alle Case Paternò Castello (1338 mt. s.l.m.). L'edificio, che apparteneva all'omonima famiglia nobile e successivamente ristrutturato dalla Forestale, si trova ai margini dell'imponente colata del 1971. Vi è annesso un grande ovile, una cisterna e un abbeveratoio in pietra lavica. 

Da questo edificio, passando accanto all'attiguo deposito della legna, si imbocca il sentiero che risale ripidamente in direzione ovest, entrando in un fitto bosco posto a monte della stessa costruzione. Dopo 15 minuti si raggiunge il ciglio di una grande frana. Seguendo il sentiero del crinale, si possono osservare gli alberi che sono cresciuti in bilico sullo strapiombo. Alla fine della frana il percorso devia a sinistra per una salita che conduce alla Casa del Fanciullo (1475 mt. s.l.m.): un basso e lungo caseggiato abbandonato.

Da questo fabbricato, di origine ecclesiastica, si può ammirare la pineta con il Rifugio Citelli in alto che fa da sfondo. Il fabbricato è collegato con la Mareneve da una strada asfaltata di circa 1,5 Km. si procede appunto in questa direzione e dopo circa 600 metri, dopo aver superato 2 ponti all'altezza della colata del 1971, si svolta a sinistra. Si costeggia il bordo del bosco fino a incontrare, dopo 100 metri, un gruppo di faggi disposti a semicerchio: "trofa camperi". Questo luogo, segnalato nelle vecchie carte topografiche, è una buona occasione per fare una sosta ed osservare la natura circostante. Dopo la pausa si continua a salire in mezzo al campo lavico fino a intersecare una pista della Forestale, che si seguirà sulla destra in direzione del Rifugio Citelli. Si tratta di un sentiero che risale dolcemente con diversi tornanti. Dopo circa 60 minuti si raggiunge una sbarra che immette nella strada asfaltata. Da qui si svolta a sinistra e si percorrono gli ultimi 800 mt. che separano dal Citelli: siamo a 1740 mt. s.l.m. Da qui si può ammirare un panorama notevole che spazia dalla Calabria con l'Aspromonte fino alla costa jonica con tutti i paesi litoranei del versante est.

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VISITIAMO LA PINETA DELLA CUBANIA


INIZIO SEQUENZA

Alla Pineta della Cubania si accede dalla Strada Mareneve a Fornazzo, frazione di Milo, prendendo il bivio per il Rifugio Citelli. Procedendo lungo questa strada, raggiunta quota 1525, poco più sotto del rifugio, si diparte a sinistra un piccolo rettilineo asfaltato chiuso da una sbarra di ferro della Forestale. In fondo alla stradina si diramano alcuni sentieri che attraversano il bosco scendendo a quote più basse. Ma vi sono anche altri accessi  dalla parte inferiore della zona boscata, facilmente individuabili dalle sbarre forestali e nelle cui vicinanze si trovano anche alcuni piani cottura per pic-nic. La Cubania possiede una vegetazione abbastanza varia, rappresentata da pini, faggi, querce, betulle, aceri, ginestre. Non una semplice pineta, quindi, ma un mix vegetativo davvero interessante da osservare lungo il percorso caratterizzato da una serie di piccole valli e creste. 

Da notare anche il contrasto dei colori, che contrappone il colore dei tronchi al nero dominante del terreno 
vulcanico, al bianco finemente lineato delle cortecce di betulla, al grigio del faggio, al giallo delle ginestre, al 
marrone dell’acero. Il bosco si interrompe con le lunghe radure della colata lavica del 1928. Da giugno ad agosto, è facile incontrare le piccole farfalle della specie Licaenidae ed una multicolore falena chiamata Arctia caja. Lungo la colata si può osservare la lenta colonizzazione delle rocce da parte della vegetazione, grazie ad un progressivo accumulo di sostanza organica e cenere che hanno generato nel corso degli anni il nuovo terreno fertile. 


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