MASCALI

Km 34 da Catania. A mt. 16 s.l.m. alle falde orientali del vulcano lungo il litorale jonico. Economia: agricoltura, aziende alimentari, cave di pietra vulcanica, turismo estivo. L'attuale centro è stato edificato dopo l'eruzione del 1928 che aveva distrutto la vecchia Màscali, situata più a monte. Città di origine medievale, forse sede dell'antica colonia calcidese di Callipoli. Appartenuta alla diocesi di Taormina, Troina, Messina, e in tempi successivi ai vescovi di Catania e ai conti di Màscali. Màscali deriva come nome dal bizantino Maskalis, il cui significato è "fiorita", trovando coincidenza nella fertilità delle sue terre. Lo sviluppo del paese ha subito rallentamenti dopo che i vicini centri di Giarre e Riposto si sono separati, fino a diventare autonomi. Un edificio di fattura notevole è la Chiesa Madre, di forma neoclassica, costruita nel 1935.

Mascali - il Duomo

Mascali - la frazione di S. Antonino

FOTO A SINISTRA: LA FRAZIONE MASCALESE DI SANT'ANTONINO VISTA DALLA ZONA DI NUNZIATA



Visualizzazione ingrandita della mappa

"Nunziatella Pantocrator"
A Nunziata di Mascali si cela un inestimabile tesoro bizantino
Testi e foto per gentile concessione dell'Arch. Gaspare Mannoia - vietata la riproduzione anche parziale.

Mascali - Nunziatella Pantocrator della chiesa bizantina di Nunziata

L’arte è l’espressione elevata dell’uomo che manifesta la propria esigenza di lasciare un segno che sia l’estrinsecazione del proprio desiderio: quello di catturare la preda per cibarsene, di fermare l’immagine della persona amata ma anche quello di abbellire con colori o segni incisi la parete di una grotta, la superficie di un vaso, il muro di una casa.
La difficoltà più elevata, per l’uomo primitivo, si manifesta con il desiderio di rappresentare l’invisibile, ossia l’immagine della divinità; quando questa viene riconosciuta negli elementi naturali terrestri o anche negli astri le attribuisce fattezze umane.
L’evoluzione delle tecniche esecutive, supportate dalla cultura filosofica, fanno sì che, in età storica, la raffigurazione del reale diventi sempre più verisimile; ma, quando, sul finire dell’impero romano, si tratta di raffigurare l’incarnazione del figlio di Dio e dei santi a lui vicino l’arte di Bisanzio ritiene opportuno codificare ogni elemento della rappresentazione, cosicché le immagini non vengono più affidate alla fantasia o alla creatività degli artisti ma sottostanno al rigore della chiesa. I tratti somatici, l’impostazione compositiva, la gestualità, il simbolismo degli attributi, i drappeggi, il colore di fondo ed anche ogni singolo colore assumono una valenza e significato importantissimi; persino la grafia del disegno è severamente imposta.
L’immagine del divino così ottenuta dagli iconografi non è più la manifestazione spontanea dell’uomo-artista ma diviene la devota e puntuale esecuzione di un lavoro d’arte manuale destinato alla comunità religiosa.  L’immagine, solitamente riprodotta su un

supporto portatile, viene benedetta durante una particolare funzione liturgica ed assume un’importanza straordinaria poiché della divinità non è più solamente l’immagine ma una sua pur minima parte e pertanto: è, essa stessa, la divinità.
Il retaggio culturale delle icone bizantine influenza l’arte italiana di tutto il Medioevo sino alle soglie dell’Umanesimo, con poche eccezioni.  In Sicilia si hanno molte testimonianze d’arte direttamente legate al periodo della dominazione bizantina di cui prendono i caratteri più evidenti e, pertanto, definibili bizantineggianti; ciò avviene sia all’interno di chiese medievali come la chiesetta isolata di San Nicolò di Castiglione di Sicilia, sia nelle pareti di grotte destinate al culto greco- ortodosso; esempi si conservano presso i villaggi bizantini di Pantalica, Lentini, Vizzini e Palagonia.
Tra le tante opere conosciute, una si distingue per essere rigorosamente in puro stile bizantino; ossia, l’opera è stata eseguita da un’artista educato alla rappresentazione del divino e questa sacra decorazione si trova all’interno di una costruzione ubicata nella frazione di Nunziata nel comune di Mascali (provincia di Catania).

 

La chiesa della Nunziatella (così viene denominata), una volta, prima della devastante colata lavica che seppellì l’antica Mascali, aveva una certa importanza devozionale nel circondario. Non si conoscono le condizioni originarie e pertanto non si è a conoscenza dell’originario impianto edilizio. Non si è a conoscenza se vi sia stato un esonartece (la parte esterna destinata ai catecumeni) o se esistessero locali di servizio annessi o, ancora, se facesse parte di una costruzione conventuale. Quello che allo stato attuale si presenta al visitatore è un grande, unico ambiente, su cui sono stati eseguiti lavori di messa in sicurezza delle pareti perimetrali e che presenta una copertura a capanna, in legno. I lavori non sono mai stati completati e le condizioni attuali denotano uno stato d’abbandono inspiegabile.

Mascali - la frazione di Nunziata
FOTO SOPRA: UNO SCORCIO DELLA FRAZIONE DI NUNZIATA

Entrando, si notano le alte pareti bianche inalbate a calce; il pavimento in terra battuta presenta la delimitazione di una zona centrale presso la zona presbiteriale, e, in fondo, si nota l’abside semicilindrica con il catino. Probabilmente a causa della colata lavica la chiesa, pur risparmiata, fu abbandonata e, in seguito, sconsacrata. I nuovi proprietari avevano ritenuto opportuno “cancellare” tutte le sacre raffigurazioni delle pareti in quanto inadatte, dal momento che l’ambiente sarebbe stato destinato a stalla con pagliera.
La scoperta che sotto lo strato di calce si trovasse uno dei più interessanti cicli pittorici bizantini della Sicilia, si deve al prof. Maganuco e risale al 1939.  Da quel momento sono stati fatti pochi passi avanti per la valorizzazione dei preziosi affreschi. Oggi, il rinnovato interesse me lo risveglia Vasile Mutu, pittore di icone, con una sua nota personale nella quale non manca di elogiare la purezza esecutiva degli affreschi. Egli scrive: “ ...la qualità eccellente dell’esecuzione è indubbia, la perfezione del tratto pittorico, la precisione della linea e la raffinata modellatura dei volti sono incontestabili...Le linee robuste e molto precise, soprattutto le lumeggiature applicate col bianco quasi a spessore sottoposte ad un ritmo armonico seguono la logica dei volumi delle vesti e del movimento del corpo.”
Avvicinandosi all’abside, si notano, sul catino, alcune parti “grattate” che svelano il contenuto pittorico celato dalla sovrapintura. La parte più interessante è proprio il volto del Pantocratore. Da una serie di ulteriori indagini s’ intuisce quale fosse la composizione generale senza, tuttavia, poterla godere pienamente. E’ così che si può ipotizzare che si tratta del Cristo benedicente, a figura intera, assiso in trono su cuscini. L’intera figura è racchiusa entro una forma tipica che ricorda quella della mandorla sorretta da angeli. La Madonna, i Santi ed altre figure completano le parti inferiori al catino absidale ma di queste, così come degli affreschi lungo le pareti perimetrali della chiesa non è possibile ipotizzare nulla. Si sa unicamente che potrebbero riservare interessanti sorprese.
Quello bizantino è un periodo storico complesso e per molti sembra che non ci appartenga; d’altro canto gli addetti ai lavori vi dedicano poco interesse privilegiando ere più remote e magnificando sopra tutte quella greca classica. Ricordo ancora l’espressione di un archeologo che nel corso di uno scavo, venendo alla luce parti di una copertura, li definì “tegolacce bizantine” mentre si entusiasmò alla sola comparsa di frammentini neri, lucidi, appartenenti all’età greca. In ogni periodo storico la manifestazione dell’arte riveste una particolare importanza se è lo specchio della società cui appartiene senza la quale il prima ed il dopo non avrebbero i giusti legami. L’arte bizantina siciliana merita un maggiore interesse, specialmente quando si tratta di opere di estrema purezza come sono gli affreschi della chiesa di Nunziatella. Se opportunamente restaurati e valorizzati gli affreschi potrebbero far parte di un auspicato circuito culturale bizantino il cui culmine va riferito ai cicli musivi delle chiese di Cefalù, Palermo e Monreale.
La chiesa di Nunziatella è, allo stato attuale, inaccessibile poiché è stata approntata, alla meglio, una chiusura. Gli eventuali visitatori possono rivolgersi al parroco della vicina chiesa madre.

                                                                                                                Gaspare Mannoia
Mascali - la frazione di Nunziata A LATO: ANTICHE COLATE LAVICHE NELLA FRAZIONE
DI NUNZIATA

 

          Indice Pagina Est Home Page