SANTA  VENERINA
Santa Venerina - chiesa madre

LA SUA "INCANTEVOLE COLLINA" 
Dal promontorio di questo paese si affaccia un panorama ammirevole, con la possente mole dell' Etna a ovest, il
mare Jonio e il Porto di Riposto, la città di Giarre a est, Taormina a nord. Santa Venerina è adagiata in un dolce declivio sul quale un'autentica "civiltà del vino" ha dato forma al paesaggio. Silenziosa è la bellezza della sua campagna: suggestive terrazze delimitate da muri costruiti a secco con la pietra vulcanica accolgono i vigneti, dando luogo a verdi geometrie punteggiate qua e là dal rosa e dall'ocra delle antiche case padronali o dal nero lavico delle case contadine. E intorno alla campagna si amalgama lo spazio urbano: eleganti ciminiere ormai dismesse e le solide torri grigie e rossicce delle distillerie del vino e delle vinacce e anche delle mele, dei fichi, dei cereali, delle carrube e dei datteri e per la produzione di liquori.

Veri e propri cimeli di archeologia industriale che catturano l'attenzione del visitatore che si inerpica lungo le stradine di montagna. Le vetuste case bracciantili, i "palazzeddi" con la carretteria o con la bottega dei mastri artigiani, i palazzi d'epoca dei signorotti, le nove splendide chiese con i loro tesori, i singoli manufatti come "la cupola", la facciata della cappella della "Tenutella" e gli innumerevoli altarini dislocati in ogni angolo del paese, sono le principali attrazioni di Santa Venerina. Santa Venerina si distingue oggi per la sua rinomata produzione dolciaria e gastronomica; per artigianato del legno, del ferro e della ceramica; i distillati, i liquori e i ricchissimi vini.


LA STORIA DI SANTA VENERINA

Il territorio di Santa Venerina nell' antichità era caratterizzato in larga parte da un foltissimo bosco e da piccole pianure e colline abitate dai Siculi. La scoperta di alcune monete d' oro e d' argento ritrovate in alcuni sepolcri scavati nel territorio di Linera testimonia che vi erano insediamenti umani già al tempo della Roma imperiale. In quest' epoca si inizia a sviluppare la coltivazione della canapa e del lino. Da quet' ultimo deriva anche il nome attuale della frazione di Linera). In epoca bizantina venne edificata la chiesetta di Santo Stefano, una cella trichora i cui ruderi si trovano nella frazione di Dagala del Re. Ad essa era annesso un monastero di monaci basiliani. Con l'avvento dei Normanni (1060 - 1194) e la riconquista cristiana, arrivarono a Santo Stefano i monaci benedettini, allontanati poi dalla colata lavica del 1284.

Santa Venerina - giardini pubblici

Di Santa Venerina rimangono documenti che risalgono al XIV secolo. Veri e propri resoconti che riportano, ad esempio, della fuga dalla peste del Duca Giovanni, fratello di Pietro d'Aragona, che andò a rifugiarsi nel bosco limitrofo alla chiesa di S. Salvatoris in Blanchardu. Direttamente dal XV secolo vi è testimonianza del passaggio da qui di Alfonso il Magnanimo, che sostò a Santa Venerina per alcune battute di caccia insieme ai reali aragonesi. In contrada Palazzello di Dagala vi è ancora un'icona preziosa con una immagine della Madonna sbalzata sul marmo, avanti alla quale si tramanda che i re che villeggiavano a Dagala vi sostavano con il loro seguito. Nel 1531 l'imperatore Carlo V ricondusse al regio demanio tutto il territorio che si estendeva da Acicastello fino a Pozzillo e che includeva i paesi pedemontani etnei di Aci Sant'Antonio, Aci San Filippo, Pisano, Linera e Mangano. Nel 1747 venne edificata una chiesetta dedicata a Santa Venera, che rapresentò da quel momento il fulcro attorno al quale si sviluppò tutta una borgata che contava oltre 600 abitanti. L'economia del tempo era principalmente basata su agricoltura e allevamento. Il nome Santa Venerina deriva da Santa Venera, e la storia del paese è collegata anche a quella della Contea di Mascali.



 LE CHIESE DI SANTA VENERINA E LE VARIE FRAZIONI DEL PAESE
Santa Venerina - chiesa madre

Santa Venera
Arrivando in paese, la chiesa di Santa Venera costituisce la
prima costruzione attorno alla quale si sviluppa originariamente l'intero agglomerato urbano. Inaugurata nel 1749, era inizialmente una costruzione rurale formata da un'unica navata, un campanile e una stanza per il cappellano. Fu il pittore acese Vasta a decorarla con affreschi murali. Intorno al 1754 la chiesa fu ampliata con la costruzione di 4 cappelle laterali con i relativi altari. Danneggiata dal terremoto del 1879 fu ricostruita, ampliata e dotata di un nuovo campanile, che però veniva continuamente danneggiato da altri vari terremoti. Infatti, per questo motivo il suo campanile originario fu abbattuto e ricostruito in cemento armato. L'estetica ne risente notevolmente, ma qui sul vulcano la necessità primaria diventa, per ovvi motivi, la sicurezza degli edifici.

Pregevoli e di notevole interesse restano gli affreschi interni: il San Giuseppe di Paolo Vasta, assieme a un gruppo di tele settecentesche raffiguranti la Sacra Famiglia, l'Immacolata Concezione e Sant' Antonio. La "Sacra Famiglia", recentemente restaurata, riportata agli antichi splendori è opera del pittore acese Pietro Paolo Vasta, la tela dell'Immacolata Concezione è invece attribuita ad Alessandro Vasta, figlio di Paolo, così come la tela di S. Antonio. All'interno anche opere del Vaccaro tra cui la Madonna del Rosario e la grotta di Lourdes del concittadino Mariano Vasta. Qui ogni anno si festeggia Santa Venera Patrona di Santa Venerina (prima domenica di Agosto), e San Sebastiano compatrono della cittadina, (ultima domenica di Gennaio).


Chiesa Sacro Cuore di Gesù
La sua edificazione iniziò il 10 maggio
1875. Le pietre per la sua costruzione vennero prelevate dal vicino torrente, permettendo di realizzare una costruzione a 3 navate, successivamente decorata con pitture del Panciroli, abile pittore romano, le cui opere si possono tutt'ora ammirare nel Vaticano, dove egli affrescò la Sala Ducale, nel Campidoglio dove affrescò la sala consiliare; e poi a Livorno, a Foligno, ad Acireale ed in Egitto. La chiesa ha una facciata maestosa, con una bella cupola progettata dall'arch. Giovanni Privitera. E' concepita in stile classicheggiante con statue ispirate a modelli greci e romani. Ha una solida base in pietra lavica e un fregio molto interessante collocato sul grande portale, sorretto da due colonne, con un cuore squarciato e una corona di spine. Il Panciroli dipinse, oltre le lunette interne della cupola, anche l'Ascensione di Cristo e il trionfo della Croce. Dietro il coro altre opere dell'artista: la Moltiplicazione dei pani e l'Ultima Cena. Nella volta della cappella si trova anche l'Eucaristia. Altre opere del Panciroli si trovano ai lati: Angeli col calice, Gesù tra i bimbi, S.Tommaso col Cristo, l'adorazione dell'Agnello e l'esaltazione del lino. Vi sono anche importanti quadri di rilievo, tra cui il quadro delle Anime Sante del Purgatorio e una copia della Madonna Consolatrice degli afflitti, opera dello scomparso cittadino di S. Venerina Salvatore Messina. Di autore ignoto, invece, il quadro di S. Michele Arcangelo. Attenzione particolare meritano le 6 campane della Chiesa, le tre più grandi risalgono alla fine del 1800, le due dell'orologio furono donate dal Papa Pio IX, mentre l'ultima , la più piccola, fu regalata dal marchese Gravina che la prese dalla chiesa di S. Michele (chiesa privata, di cui oggi non resta più traccia). Vi si venera la Madonna della Divina Grazia (prima domenica di Luglio).


Chiesa bizantina di Santo Stefano
Risale al
VI - IX secolo d.C. ma è giunta ai nostri giorni solo in forma di rudere. Pare che fosse formata da una cella alla quale si accedeva attraversando un portico. All'interno le tre absidi presentano ancora tracce di eleganti finestre bifore, mentre sui muri vi sono resti di intonaco con colorazione di affreschi che adornavano sia le pareti che i tetti a volta. Posta a Sud-Ovest della frazione di Dagala del Re, è un raro esempio di architettura bizantina in Sicilia e di cella trichora in Italia.


Chiesa di Bongiardo
Si tratta di una borgata che si stabilizzò nel
1723 con la costruzione della chiesa di S. Maria del Carmelo e delle Anime Purganti, anche se l' esistenza del sito risale attorno all' anno Mille. Alcuni reperti archeologici e la scritta del nome Bongiardo in un diploma del 1126, con il quale il conte Ruggero indicava al vescovo Maurizio i confini del feudo di S. Venera in Mascali, ne dimostrano l' antica origine. Una scossa sismica del 1879 distrusse il tetto e le mura perimetrali della chiesa, la quale venne ricostruita per interessamento del Card. Dusmet, che prestò aiuto e soccorso nella zona dei terremotati. Si presenta con unica navata in stile neoclassico, coronata da un campanile barocco. L'interno richiama in minima parte gli stili barocchi, con la navata a volta a botte, 5 altari in marmo pregiato, alcune pregevoli tele tra cui quella dedicata alla Madonna del Carmelo attorniata da altre figure di Santi, realizzata da Vaccaro di Caltagirone, e 2 tele del pittore locale Salvatore Messina. Inoltre vi sono custodite 2 statue in legno, raffiguranti la Madonna del Carmelo e San Francesco di Paola. La tela che raffigura Sant'Antonio da Padova e la Fuga in Egitto della Sacra Famiglia sono copie di altrettanti quadri famosi. I dipinti su tela della Via Crucis risalgono ai primi dell' 800. Infine l'Ultima Cena dipinta da Don Zermo Maugeri. Qui si festeggia la Madonna del Carmelo (seconda domenica di Luglio).


Linera
Si trova a circa
2 km. a sud del centro abitato, e rappresenta la frazione più popolata del Comune, il cui nome deriva dai vasti appezzamenti di terreni un tempo destinati alla coltivazione della canapa e del lino. Oggi rimane ben poco dell'antico borgo, a causa del terribile terremoto del 1914 che ebbe come epicentro proprio questi luoghi. Oggi Linera si presenta come un nucleo abitato ordinato e ben organizzato. Dalla Piazza Marconi, il belvedere del paese, si può ammirare un paesaggio tipico, ricco di verde lussureggiante. L'economia è in gran parte agricola e agrumicola. Delle Chiese di Linera la più antica è dedicata a N.S. dei Sette Dolori, costruita nel 1767 da Salvatore Calì. Dai Ronsisvalle fu costruita la Chiesa Vecchia di S. Maria del Lume, rimasta in gran parte inagibile dopo il terremoto del 1879. La nuova Chiesa, edificata dopo numerosi fenomeni sismici che costrinsero a svariate riedificazioni, fu aperta nel gennaio 1934. All'interno si conservano 2 tele del 1914, realizzate dal pittore Scavo, raffiguranti una Santa Margherita e Gesù l' altra le Anime del Purgatorio, e alcune statue di gesso e legno, tra cui la Madonna del Lume risalente all' 800. Qui si festeggia Maria SS. del Lume (terza domenica di novembre).


Cosentini
Questa piccola frazione conta 550 abitanti circa ed è praticamente inglobata nel territorio di Linera. La sua
economia è prevalentemente agricola. Oltre ai vigneti, il suo territorio è composto da terreno lavico misto a lussureggianti boschetti: tra questi, la principale attrattiva è rappresentata dal Parco Oasi Naturalistico.
Qui sorge, piccola e raccolta, una
chiesetta costruita dal Dr. Mariano Cosentini e dalle sorelle, che la edificarono a proprie spese tra gli anni 1855-1863. A causa dei danni provocati dal terremoto del 1914 fu necessario demolirne la cupola, la volta e la facciata. Al suo interno si trova una statua in legno raffigurante la Madonna del Rosario, la statua di San Giuseppe, nonché un Crocifisso grande. Presso il cortile interno della chiesa da ammirare un'artistica grotta della Madonna di Lourdes. Durante il periodo natalizio, sopra l' altare maggiore viene allestito un grande presepe composto da personaggi ad altezza naturale, con teste e mani di cera, legno e cartapesta. Qui si festeggia la Madonna del Rosario (ultima domenica di Ottobre)
"Parco Oasi Naturalistico di Cosentini"
In questa frazione sorge un
grande polmone verde, situato in un'area denominata il bosco della Cunigghieria. Gli alberi presenti nella zona del Parco sono di rilevante interesse, sia per la vetustà, con querce secolari, che per la loro vegetazione. Caratteristica è la rete dei viottoli originariamente presente nel bosco che permette di ammirare nei particolari le bellezze della lussureggiante vegetazione. A poca distanza dal Parco, lungo la via Fossa Gelata, sono visibili su di un promontorio, in tutta la loro maestosa imponenza, una coppia di pini mediterranei e, spostando lo sguardo in avanti, la grande quercia del sommaco. Durante il periodo natalizio nel Parco viene realizzato un caratteristico presepe vivente. Il Parco è attualmente visitabile con delle guide specializzate nel settore naturalistico. 


Frazione Maria Vergine
Si trova a Sud-Est di Linera e conta circa 500 abitanti dediti per lo più all'
agricoltura. La locale chiesa di Maria Vergine è dedicata alla Vergine Maria della Catena, riedificata sulla base di una vecchia chiesa risalente al 1500, ha un'unica navata, ed è sovrastata da un campanile. La costruzione attuale risale al 1918, edificata sulle macerie derivanti dal terribile terremoto del 1914. Le pitture sono di Francesco Patanè che le eseguì nel 1953, e che rappresentano la Madonna della Catena e 2 peccatori. Si trovano anche quadri di autori ignoti, rappresentanti S. Filippo Neri, S.Venera e la patrona di Maria Vergine. Da segnalare anche un caratteristico crocifisso che ricorda quello di Dagala del Re. L'altare è di marmo pregiato di stile falso gotico, risalente al 1500. Qui si festeggia la Vergine Maria della Catena (1 novembre e 15 agosto).


Dagala del Re
Frazione ubicata a circa 1 km. in direzione nord. Con oltre 1600 abitanti, questa località nasce alla fine del
XIII secolo. Qui l'8 dicembre di ogni anno ha luogo una importante fiera, dove possono trovarsi ancora gli antichi utensili popolari. La sua campagna ricca di verde è punteggiata da antiche e bellissime case padronali, utilizzate oggi per la villeggiatura. A nord del paese, ci si immerge tra le spaccature del torrente "Guddi", zona ricca di vegetazione, spesso visitata da botanici studiosi di piante tipiche della flora etnea.
La costruzione dell'odierna
chiesa, dedicata all'Immacolata Concezione, ebbe inizio nel 1843. La chiesa è a 3 navate, mentre le tele poste negli altari laterali sono dell' 800 e 900. Tra le opere più interessanti, il dipinto raffigurante Sant' Antonio, del pittore Giuseppe Zacco del 1830, quello raffigurante La Sacra Famiglia della scuola di Paolo Vasta e 2 angeli in legno della stessa epoca di scultori acesi. Pregevole è il Crocifisso, posto sull'altare maggiore, di fattura ignota ma probabilmente dell' 800. Maria SS. dell'Immacolata viene festeggiata l'8 dicembre.


Monacella
Frazione ubicata a 450 mt. s.l.m. poco a nord di Santa Venerina, popolata da meno di 500 abitanti. Nei suoi dintorni vi sono delle
ampie terrazze panoramiche che costituiscono la struttura tipica degli appezzamenti dei terreni di questa zona orientale dell'Etna. Essendo una frazione ad economia agricola, molto numerose sono le antiche case coloniali, sparse lungo il territorio. La chiesa di Monacella venne edificata nel 1788, ed è la più piccola della zona, anche se molto accogliente. E' dedicata all' Immacolata Concezione. Qui vi si festeggia San Mauro Abate


 L'ECONOMIA DI SANTA VENERINA
Santa Venerina

La storia di Santa Venerina è soprattutto legata alla viticoltura, con diverse aziende dislocate in tutto il territorio. Il vino santavenerinese è molto gustoso e possiede una caratteristica particolare di brillantezza, corposità e sapore. Oggi appezzamenti coltivati a vitigno esistono ancora nel territorio di Linera e di Cosentini. Questa produzione ha portato, di riflesso, alla nascita di alcune famose distillerie. Nella seconda metà del XIX secolo fu avviato un processo di trasformazione dei vigneti in agrumeti, grazie anche alla scoperta di numerose falde acquifere. Ricchi agrumeti sono oggi presenti soprattutto nella parte bassa di Linera. Qui ha sede una nota azienda di trasformazione, che quotidianamente lavora 500 tonnellate di agrumi. Nel suo stabilimento si producono succhi naturali, concentrati, ma anche olii essenziali di qualità utilizzati in tutto il mondo

in campo cosmetico, alimentare e farmaceutico. Ancora esiste la coltura dell'olivo nelle zone di Ardichetto, Chiesa Vecchia e Palombaro. I frantoi più conosciuti sono a Linera e Bongiardo con una produzione annua di 800-1000 quintali di olio. Ancora fiorente è l'artigianato, che vanta un' ottima tradizione dolciaria. Anche la floricoltura e la frutticoltura hanno il loro spazio tra le attività produttive di Santa Venerina, con vivai dislocati in tutta la campagna circostante.


Museo del Palmento
Nella zona sud di Santa Venerina, al confine con Guardia, vi è il Museo del Palmento con attiguo un forno per la lavorazione della ceramica. Il museo è privato e si autofinanzia con le offerte libere dei visitatori e con la vendita dei prodotti in ceramica. E' allestito in una casa padronale del 1850, ed è suddiviso in settori. Tra gli oggetti posti all'esterno troviamo molte "bombe dell'Etna": materiale lavico che all'interno del cratere gira a velocità vorticose, ma quando viene espulso dal vulcano si solidifica immediatamente prendendo una caratteristica forma affusolata, talvolta esplodendo. Fuori sono esposti anche diversi tipi di pompe costruite intorno agli anni '40. Sempre all'esterno è stato interamente ricostruito un forno in pietra, probabilmente usato nella casa. All'interno le varie stanze del museo documentano la vita rurale, e quella del "massaro". Sono esposte numerose zappe del secolo scorso, un antico ebolliometro, vari torchi e numerosi altri utensili ottocenteschi. Nel settore che documenta la vita materiale del massaro, troviamo anche le caratteristiche "conche", macchine da cucire alcune anche professionali ed i più svariati oggetti in ferro, bastoni ecc. La maggior parte degli oggetti collocati nel Museo sono stati acquistati. Solo poche donazioni hanno contribuito alla costituzione di questa interessante e particolare collezione.


 COME ARRIVARE A SANTA VENERINA

In auto
Provenendo dall'Autostrada A18 Catania -Messina, uscire allo svincolo di Giarre; da qui una chiara segnaletica indica la città di Santa Venerina a circa 4 chilometri. Dalla SS 114, provenendo da Catania o da Messina, arrivati a Trapunti di Giarre presso lo svincolo autostradale, seguire segnaletica Santa Venerina.
Pullman
Santa Venerina è facilmente raggiungibile anche mediante mezzi pubblici. Buoni sono infatti i collegamenti da Catania e da Messina.
Treno
La Stazione Ferroviaria più vicina si trova a Giarre da cui Santa Venerina dista circa 10 km.
Aereo
Lo scalo più vicino è quello di Catania Fontanarossa da cui dista circa 30 km.


 NUMERI UTILI E MAPPE DEL PAESE

Centralino Comune: 095 7001111        E-mail: info@comune.santavenerina.ct.it

Mappa comunale di Santa Venerina     (fonte: Comune di S. Venerina)



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