ATTIVITA'  ERUTTIVA  ANNO  2007



Aggiornamento al 5 settembre 2007

Lo spettacolo di fuoco dell'Etna

Nella depressione sul fianco orientale del cratere di sud-est dell'Etna è in corso un'intensa e spettacolare attività stromboliana con fontane di lava che raggiungono un'altezza di parecchie centinaia di metri.

Una piccola colata di lava si dirige verso la valle del Bove, lontano da centri abitati.

Sul vulcano è inoltre presente un lungo pennacchio di cenere di circa 2 km, sospinto dal vento verso est, e che ha provocato ricaduta di cenere su numerosi paesi del versante jonico.
Gli esperti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania hanno notato un aumento del tremore vulcanico, specialmente nelle zone sommitali dell'Etna.

Una scossa tellurica di magnitudo 2.4 è stata registrata mertedì dai sismografi INGV, con epicentro localizzato 
alle porte di Viagrande, ad una profondità di 6 km. Non si rileva alcun danno a cose o persone.

Il sisma segue quello di magnitudo 2.5 misurato ad una profondità 7,5 Km, registrato dai sensori alle ore 20:20 di giovedì al largo di Giarre.

I blandi fenomeni stromboliani in alta quota sono sempre concentrati all'interno della depressione formatasi sul fianco orientale del cratere di Sud-Est.

Le esplosioni, che di notte sono visibili anche a distanza di kilometri, provocano l'emissione di nubi di cenere, originate dallo sprofondamento di una camera magmatica superficiale.


Aggiornamento al 7 maggio 2007
Dopo una pausa durata qualche giorno,
è in corso da sabato notte sull'Etna una nuova attività esplosiva dal 
cratere di sud-est. Le stazioni della rete sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania 
hanno registrato un graduale aumento dell'ampiezza del tremore vulcanico.
Una
colata lavica, che ha raggiunto la quota di 2.000 metri, fuoriesce da una frattura che si è aperta alla base del cratere di sud-est. Il braccio incandescente si sta incanalando in una zona desertica della Valle del Bove, lontano da centri abitati, e attualmente non costituisce alcun pericolo.
I fenomeni sono accompagnati da una
forte attività esplosiva di tipo stromboliano, con forti boati ed emissione 
di lava mista a cenere.
I vulcanologi rilevano che questa è la quarta fase eruttiva registrata sull'Etna dal 29 marzo. A partire da quella 
data, vi sono state altre 2 eruzioni nei giorni 11 e 29 aprile. Tutte si sono esaurite entro 48 ore dall'inizio.

29.04 - nuova eruzione dal cratere di sud-est 
Una nuova fase eruttiva è attualmente in corso, con la ripresa di una forte attività esplosiva dal cratere di sud-est, seguita da emissioni di brandelli di lava incandescenti, cenere lavica, boati ed esplosioni.

Dal cratere fuoriesce una nube di cenere lavica che ricade sul versante est dell' Etna.
L' attività eruttiva si svolge in una zona lontana dai centri abitati e allo stato non costituisce un pericolo.

 

Estratto dal rapporto I.N.G.V. di Catania, redatto alle ore 23:50 dai vulcanologi Mike Burton, Massimo Cantarero e Margherita Polacci:
Un aumento di tremore, osservato dalle ore 11:50, ha continuato a crescere durante il pomeriggio.
Alle ore 16:00 la telecamera termica ubicata a Nicolosi ha registrato una anomalia termica al cratere di Sud-Est 
(CSE), in coincidenza con rapporti di boati dai crateri sommitali.
Alle ore 18:30 sono iniziate le osservazioni dirette da Torre del Filosofo.

In figura 1 (foto sopra) si vede lo stato dell’attività al cratere di sud-est alle ore 18:34. Esplosioni di lapilli e cenere sono state osservate 
quasi in continuo, insieme ad un’effusione lavica la cui sorgente si trovava molto vicino alla bocca esplosiva.
La colata ha seguito la fessura nel lato sud-est del cratere di sud-est, che si è aperta durante l’attività di novembre 2006 (vedi figura 2 qui a lato). Nessuna attività eruttiva è stata osservata agli altri crateri sommitali.

Figura 1 sopra: Attività al CSE alle ore 18:34, vista da sud a Torre del Filosofo.

Figura 2 a lato: CSE visto da sudest il 24 aprile 2007, nota che l’effusione attuale segue la fessura già formata.

La prossimità dell’effusione lavica con il punto di esplosione ha indotto uno ‘spattering’, ovvero un lancio di brandelli di lava, nella parte alta dell' effusione (vedi figura 3 a sinistra).

Figura 3 qui a sinistra: Particolare dell’attività eruttiva.

Nota (1) L’attività di forti esplosioni Stromboliane, (2) lo spattering, (3) la ricaduta di cenere e lapilli.


L’alta quota del punto di effusione lavica suggerisce che il livello di frammentazione del magma nel condotto è stato molto superficiale, coerente con l’attività di forti, quasi continue esplosioni stromboliane manifestata dal 
cratere di sud-est.

Dopo le ore 19:00 l’intensità dell’attività esplosiva è leggermente aumentata (vedi figura 4 qui a destra). La bassa velocità di vento ha permesso alla colonna di cenere di raggiungere un’alta quota.

Figura 4 qui a destra: Attività al cratere di sud-est alle ore 19:30, vista dal Torre del Filosofo.

Questo livello di attività è stato sostenuto fino alla mezzanotte, seguito poi da un calo nel livello di attività. La colata emessa dal cratere di sud-est si è diretta verso est, dentro la Valle del Bove. Dal Belvedere è stato notato che la colata, ben alimentata, è uscita dal campo di vista dentro la Valle del Bove (vedi figura 5 qui sotto).
Qui i vulcanologi hanno raccolto un campione di cenere che stava cadendo.

Figura 5 qui sotto: la colata del cratere di sud-est che entra nella Valle del Bove, vista dal Belvedere. I punti bianchi sono una riflessione 
della cenere in fase di ricaduta.

Ulteriori osservazioni della colata sono state eseguite dall' Autostrada A18, vicino l’uscita per Acireale (vedi immagine termica sotto ). Queste osservazioni hanno permesso di concludere che la colata è rimasta dentro il settore medio-alto 
della Valle del Bove.

Figura 6: Immagine termica della colata vista dalla A18, a est-sudest dell’Etna alle ore 22:30.