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ERUZIONE 2007 (durata
11 minuti - dimensione 28,89 Mb - formato wmv) Per scaricare il video, selezionate col tasto destro del mouse il titolo qui sopra e scegliete l'opzione "salva oggetto con nome" dal menu che appare sullo schermo; quindi chiudete il collegamento internet e visionate il filmato con il media player di windows o altro lettore abilitato a leggere il formato wmv. |
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Aggiornamento attività Etna
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Nel pomeriggio c'è stata una riunione tecnica nel corso della quale si è deciso di chiudere l'aeroporto dello Stretto a partire dalle ore 17:40. I passeggeri sono costretti a servirsi degli scali di Lamezia Terme e Palermo. Per quanto riguarda la situazione dal fronte lavico, in mattinata c'è stata una serie di esplosioni dal cratere di sud-est, con emissione di lava e di cenere che si è fatta più abbondante nelle ore pomeridiane. |
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Aggiornamento attività Etna
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Da qui ha ricominciato a fuoriuscire la
lava che si è sovrapposta alle precedenti colate riversandosi
nella Valle del
Bove. Dopo 3 giorni, dunque, l'Etna ha ripreso l'attività eruttiva anche se in maniera modesta.
Già dalla mattinata si è levata in cielo una colonna di fumo nero che ha fatto ricadere
piccole quantità di cenere
vulcanica lungo i paesi del
versante di
nord-est, raggiungendo anche
alcuni centri del messinese come Taormina e Giardini Naxos. La ricaduta del particolato non ha causato
problemi al vicino aeroporto
di Fontanarossa, che
resta pienamente operativo nell'arco delle 24 ore. In questi 3 giorni di stasi, i condotti principali dell'Etna hanno
sempre prodotto una certa quantità di vapori. L'intensa degassazione, grazie ai numerosissimi parossismi, ha in
pratica depressurizzato tutto il sistema nella parte terminale del condotto di
alimentazione principale, con il conseguente abbassamento della colonna
magmatica, che nelle ultime ore, spinta dai gas, è nuovamente |
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Chiuso
per l'undicesimo giorno lo scalo aeroportuale di Catania |
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Difficile
prevedere per quanto tempo ancora dovrà perdurare questo stato di allerta
per la navigazione aerea, in quanto l'attività eruttiva ed effusiva dell'Etna sta
continuando. Nella giornata di lunedì si
sono levate 2 colonne di fumo, una scura e una bianca, che sono state spinte dai venti d'alta quota nel versante
est del vulcano. |
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Continua l'eruzione dai crateri sommitali. Chiuso per il
10° giorno consecutivo l'Aeroporto di Catania durante le ore notturne. Per la prima volta anche Reggio Calabria decide la chiusura del proprio scalo sempre a causa
della cenere lavica. |
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Gli effetti dell'eruzione si fanno sentire anche a Reggio Calabria,
causando la chiusura dell'aeroporto dello Stretto a partire dalle ore 18:30. La decisione è stata presa a seguito
di un incontro tra ENAV, ENAC e SOGAS (la società di gestione dello scalo reggino). |
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I vulcanologi dell' INGV di Catania confermano il proseguimento dell'attività eruttiva dal cratere di sud-est, che alimenta due bocche laviche. Dalla nuova frattura di quota 3100 metri è stata rilevata un'intensa attività esplosiva di tipo stromboliano. Il fronte più avanzato della lava ha raggiunto quota 2800 metri in Valle del Bove. Tutti i fenomeni interessano attualmente solo la parte sommitale del vulcano, senza rappresentare quindi un pericolo per i centri abitati. |
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Aggiornamento attività Etna al 21 novembre 2006 Nostro servizio dal fronte lavico |
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Il fascino dell' Etna di sera con i suoi suggestivi bagliori nel buio. |
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La parola a
Sonia Calvari dell' INGV di Catania: |
| Domanda: ci potrebbero essere dei problemi per quanto riguarda la formazione della cosiddetta "nube
piroclastica" sul vulcano? Sonia Calvari: "No, la valanga ardente che c'è stata nella giornata di sabato 18 novembre ha rappresentato un evento abbastanza insolito e difficile da replicarsi con la stessa intensità. Comunque ha riguardato soltanto le zone sommitali del vulcano senza creare problemi per nessuno. E' possibile che ci siano altri settori del cono di sud-est che possano collassare e formare questa sorta di frana calda". Gli esperti dell' INGV avvisano i turisti di mantenersi lontani dalle zone sommitali e di recarsi sul vulcano solo accompagnati dalle guide. |
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| Mappa
aggiornata al 20 novembre 2006
(fonte: I.N.G.V.) 1) Colata
lavica attiva; 2) Colate laviche inattive.
Aggiornamento attività Etna
al 20 novembre 2006 ore 10:00 |
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Etna:
spettacolo notturno di fuoco e fiamme con "piroclasti" |
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Una grossa bolla fatta di materiale
altamente incandescente: vapore acqueo, gas, frammenti lavici, blocchi di magma e vecchie porzioni di cratere che sono franati giù a grande
velocità. Secondo i vulcanologi, al momento non ci sono rischi per i centri abitati. Tuttavia è sconsigliato ai turisti avvicinarsi troppo alla sommità del vulcano. |
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| La bocca a quota 2800 metri continua ad alimentare i numerosi flussi lavici che si aprono a ventaglio nella Valle del Bove, mentre è stata registrata anche l'emissione di cenere che si è dispersa nell'aria ad alta quota. |
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Aggiornamento attività Etna
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Nella mattinata, sono state osservate frequenti emissioni di cenere da una depressione ubicata sul fianco orientale del
cono eruttivo, in concomitanza con forti boati e attività stromboliana, caratterizzata da lancio di brandelli di lava
anche oltre il bordo del cratere (Foto
1 qui sopra). Foto 1 qui sopra: emissione di cenere dalla depressione ubicata sul fianco orientale del cratere di Sud-Est. Sin dalla mattinata, è stata osservata l’emissione di una colata di lava da una bocca ubicata nella porzione
sommitale della depressione da frana generatasi il 16 novembre 2006 (Foto
2 qui a sinistra). |
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Il secondo braccio, ubicato poco più a sud, ha raggiunto la quota di 2850 metri intorno alle 15:00,
sovrapponendosi al deposito di frana generato il 16 novembre (Foto
3 a destra). Foto 2 qui sopra: porzione prossimale della colata di lava alimentata dalla bocca ubicata nella parte sommitale della depressione da frana generatasi il 16 novembre 2006. Il punto di osservazione è lo stesso della Foto 1. |
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Foto 3
qui sopra: fronte del braccio meridionale della colata alimentata dalla bocca ubicata nella parte sommitale della
depressione da frana generatasi il 16 novembre 2006. La colata in avanzamento ricopre il deposito di frana del Verso le ore 12:00, è stata osservata la
riattivazione dell’attività di "spattering" all’hornito di quota 2800, che in
precedenza aveva mostrato solo debole emissione di gas (Foto
4 a sinistra). |
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| Descizione mappa
qui sopra aggiornata al 16.11.2006 1) Colate laviche attive; 2) Colate laviche inattive, eruttate dal 23 Ottobre 2006. |
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Aggiornamento attività Etna
al 23 ottobre 2006 Estratto dal rapporto
INGV di Catania |
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Le informazioni dirette raccolte dai vulcanologi indicano la formazione di una frattura sul fianco meridionale del cono, dalla quale esce una colata che si espande in direzione Sud-SudOvest verso la ex Torre del Filosofo. |
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Nel frattempo continua l’alimentazione alla colata che si espande verso est in direzione Valle del Bove, sul versante sud-orientale del vulcano. |
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Aggiornamento attività Etna
al 11 ottobre 2006 Estratto dal rapporto
INGV di Catania |
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Alle ore 22:29 è stato osservato l’inizio della tracimazione lavica dal bordo orientale e ribassato del Cratere di |
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Aggiornamento attività Etna
al 25 settembre 2006 Estratto dal rapporto
INGV di Catania
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Dopo alcuni giorni di
sostanziale quiescenza, si legge nel rapporto, alle ore 00:55 GMT del 20 settembre 2006 la telecamera termica
di Nicolosi ha registrato un primo evento esplosivo di modesta energia, seguito da una emissione di cenere
estremamente diluita che è continuata fino a circa le 07:30 GMT dello stesso giorno
(Figura 1 qui
sopra). Nel corso della
mattinata del 21 settembre sono stati registrati più frequenti eventi esplosivi di bassa energia, non
accompagnati da boati significativi ma tutti caratterizzati da emissione di cenere. I prodotti sono ricaduti
prevalentemente nell’area circostante la bocca craterica e sono stati campionati in località Torre del Filosofo
(circa 2920 mt. sul mare), ad Acicatena ed a Monterosso per l’opportuna analisi microscopica. Le
emissioni di cenere si sono ripetute con frequenza discontinua per l’intera giornata. L’analisi delle immagini termiche
acquisite verso le ore 11:30 GMT in prossimità del Cratere di Sud-Est hanno evidenziato l’assenza di attività
effusiva (vedi Figura
1 sopra). |
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L’attività stromboliana al Cratere di Sud-Est è proseguita con un crescendo di intensità. Alle ore 22:00 GMT del |
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Nella mattinata del
23 Settembre l’attività stromboliana è continuata, aumentando leggermente in frequenza
(1-2 esplosioni ogni 2-3 minuti) ed energia delle singole esplosioni, che cominciavano ad essere anche
accompagnate da forti detonazioni. |
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Nella serata dello stesso giorno è
cominciato un nuovo trabocco lavico dall’orlo orientale della cinta craterica del Cratere di Sud-Est. Similmente alle
prime settimane di settembre, le lave si sono distribuite dapprima all’interno del cratere di sprofondamento
posizionato sul fianco orientale del cono, formatosi durante l’eruzione del
2004 - 2005, defluendo poi all’esterno, in direzione della Valle del Bove
(vedi Figura 5
sotto). Il flusso lavico si mostrava discretamente alimentato, riuscendo
ad avanzare in poche ore per varie centinaia di metri, fino a raggiungere l’orlo occidentale della valle del Bove. |
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Aggiornamento attività Etna Foto 1: cratere di Sud-Est scattata da
S-SE. |
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Aggiornamento attività Etna del 11 settembre 2006 - ore
20:00 Estratto dal rapporto
INGV di Catania. |
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Foto 1: immagini in sequenza della telecamera di Milo, Catania (CUAD) e Nicolosi. Foto 2: immagine del Cratere di Sud-Est di giorno 05 settembre, nel riquadro rosso l’area interessata dalla frana di giorno 10 settembre. Foto 3: immagine termica del Cratere di Sud-Est, nel riquadro giallo l’area interessata dal crollo del setto. |
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Aggiornamento: 07 settembre
06 Ore 19:30 locali. |
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Foto 1
sopra: immagine nel campo del visibile e corrispondente immagine termica (sotto), del campo lavico prodotto
dalla tracimazione. |
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Aggiornamento:
05 settembre
06 ore 09:30 locali Foto 1
sopra: immagini registrate dalla telecamera fissa della rete INGV-CT ubicata a Milo, sul versante orientale del
vulcano. Il puntino rosso nell’immagine a sinistra indica l’inizio della effusione lavica intracraterica. Nella
seconda immagine si vede invece la tracimazione che dalla sommità del Cratere di SE si espandeva verso la depressione
craterica ubicata sul suo fianco orientale. La terza immagine mostra il flusso lavico ben visibile ed in chiara
espansione. L’ultima immagine sulla destra è della mattinata, e mostra il Cratere di SE sulla sinistra, con la |
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La situazione dell’attività eruttiva è stata verificata nella notte attraverso sopralluoghi diretti effettuati nella |
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| Dalla base del conetto intracraterico parte una piccola colata
(foto 3 sopra) scarsamente alimentata, che si espande
verso est andando a riempire l’ampia depressione che incide il fianco orientale del Cratere di SE, e che si è
formata durante l’eruzione del 2004-05. Foto 3: immagine termica (a sinistra) e visibile (a destra) del Cratere di SE visto da nord-est, che mostrano l’effusione lavica che dalla sommità del cratere si espande all’interno della depressione, formatasi durante l’eruzione 2004-05, che incide il fianco orientale del cono. Sul fondo della depressione più bassa si nota, sotto la colata, la conoide di detrito prodotta dal crollo del setto sovrastante. Il sorvolo in elicottero ha permesso di visionare tutta l’area sommitale del vulcano, facendo rilevare l’assenza sia di nuove fratture, e di attività esplosiva superficiale agli altri crateri sommitali del vulcano. Al momento, quindi, la situazione si presenta a bassissima criticità, vista la scarsa attività esplosiva e l’assenza di efflussi lavici al di fuori del Cratere di SE. |
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Aggiornamento: 02 settembre
06 ore 12:00 locali Le
immagini termiche registrate hanno rilevato una persistente attività "stromboliana"
proveniente dalla cima del cratere di Sud-Est. La modesta attività era caratterizzata da una bassa frequenza delle esplosioni, e da bassa |
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All’interno del cratere di collasso, formatosi durante l’eruzione 2004-05, non sono state rilevate ulteriori anomalie termiche. Rimane stabile il degassamento prodotto dalla fumarola posta al suo interno. Foto sopra e a sinistra: immagine digitale e relativa immagine termica dell’area sommitale del cratere di Sud-Est. All’interno è possibile distinguere una bocca esplosiva che produce attività stromboliana.
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ERUZIONE IN VALLE DEL BOVE
del mese di
LUGLIO 2006 |
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| Aggiornamento:
25 luglio 2006 - ore 08:00 - cessazione attività eruttiva Estratto dal rapporto I.N.G.V. di Catania |
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Nel corso delle osservazioni eseguite mediante sorvolo in elicottero, e sull’analisi delle immagini della telecamera
termica, si rileva la cessazione dell’attività eruttiva, sia esplosiva che effusiva, alle bocche ubicate sul fianco
orientale del Cratere di Sud-Est. |
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| Aggiornamento
al 24 luglio 2006 - ore 17:00 locali (foto:
I.N.G.V. Catania) Estratto dal rapporto I.N.G.V. di Catania |
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Il seguente rapporto si basa sulle osservazioni eseguite con telecamera termica durante un sorvolo effettuato |
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(Foto 2 qui sopra: immagine della porzione centrale del campo lavico che si espande lungo la parete occidentale della Valle del Bove, ripresa dall’elicottero, e corrispondente immagine termica. L’immagine termica mostra in giallo le porzioni ad alta temperatura, in blu le porzioni fredde). |
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Per quanto riguarda invece i crateri sommitali, le immagini termiche rivelano la presenza di degassamento ad |
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I rilievi diretti eseguiti nella zona delle bocche effusive tra la
mattina ed il pomeriggio, confermano la cessazione |
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| Aggiornamento
al 23 luglio 2006 - ore 16:00 locali (foto:
I.N.G.V. Catania) Estratto dal rapporto I.N.G.V. di Catania |
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Alle ore 09:15 locali è stato effettuato un
sorvolo con l’elicottero messo a disposizione dalla Protezione Civile Regionale. Inoltre, tra le ore 11:00 e 16:00 locali è stato effettuato un sopralluogo alle bocche eruttive e sul
campo lavico. |
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(Foto 3
a sinistra: immagine termica della colata lavica messa in posto il 22 luglio, attualmente in raffreddamento).
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Sul versante orientale si rileva una piccola depressione di circa 18 mt. di diametro allineato con la frattura
eruttiva. A quota 2930 mt. sono state effettuate due misure della portata del flusso lavico, a una distanza di
circa 310 metri dal cratere del cono "B3". Le misure effettuate con il distanziometro laser indicano che il tasso di
emissione è di circa 3 m3/sec sia alle ore 12:00 che alle 13:30 locali. Durante le
osservazioni sulla colata sono avvenuti alcuni crolli degli argini che hanno determinato l’innalzamento della sua superficie, come mostra la
foto n.5 qui a
destra. |
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Da quota 2930 mt. sono state effettuate, tramite distanziometro laser, misure della geometria del cono "B3". Il |
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| Aggiornamento
al 22 luglio 2006 - ore 18:00 locali (foto:
I.N.G.V. Catania) Estratto dal rapporto I.N.G.V. di Catania |
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Alle ore 09:15 locali è stato effettuato un
sorvolo con l’elicottero. Inoltre, tra le ore 11:00 e 18:00 è stato effettuato un sopralluogo alle bocche eruttive e sul campo lavico, da cui è stato osservato che la colata lavica
rimane ben alimentata, il fronte ha raggiunto una quota di circa 1750 mt e ha appena superato i Monti
Centenari (foto 1 e
2). |
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Il rilievo di terreno ha evidenziato che il fronte della colata è arrivato ad una quota di circa 2800 mt. e ha percorso una distanza di circa 600 mt. La colata è poco alimentata, la sua velocità al fronte, stimata alle ore 13:00, è di circa 4 m/h. Nell’area della bocca effusiva si è osservata una sovrapposizione di piccole colate, anche esse poco alimentate. Dalla nuova colata è stato campionato il fronte e la zona di emissione. La nuova colata ha interrotto il sentiero che negli ultimi giorni è stato usato dai turisti. |
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Intorno alle ore 14:00 locali il cono "B3" ha cambiato la sua attività, fino ad allora limitata a deboli esplosioni |
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| Alle ore 11:30 sono stati osservati fenomeni di frane da crollo sui versanti della depressione a est del cratere di Sud-Est, con sollevamento di materiale fine di colore rossastro, come mostrato dalla foto 5. (Foto 5: cratere Sud-Est con la zona di crollo indicata in rosso). |
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| Aggiornamento
al 21 luglio 2006 - ore 10:00 locali (foto:
I.N.G.V. Catania) Estratto dal rapporto I.N.G.V. di Catania |
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Osservazioni eseguite durante il sorvolo in
elicottero: le due bocche effusive "B1" e "B2", localizzate nel versante orientale del Cratere di
Sud-Est, continuano ad alimentare la colata lavica il cui fronte più avanzato si attesta
ad una quota di circa 1810 m, lungo la parete ovest della Valle del Bove, subito a nord dei Monti Centenari. |
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| Aggiornamento
al 20 luglio 2006 - ore 14:00 locali (foto:
I.N.G.V. Catania) Estratto dal rapporto I.N.G.V. di Catania |
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A seguito di un nuovo sopralluogo avvenuto tra le ore 09:30 e le 14:00 locali alle bocche eruttive e sul campo lavico, sono state effettuate alcune misure termiche della colata e del cono e analisi con il distanziometro laser, queste ultime per stimare quantitativamente il tasso effusivo. Il distanziometro laser è stato utilizzato anche per effettuare una triangolazione che ha consentito di ubicare con maggior precisione le bocche eruttive sul fianco del cratere di Sud-Est. Inoltre, ad una quota di circa 2900 mt. è stato raccolto un campione della colata di lava per analisi petrologiche. (La foto grande in alto mostra il Cratere di Sud-Est, la zona dei Monti Centenari e Monte Lepre inquadrati dall'elicottero della Protezione Civile regionale). |
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Il fronte più avanzato del campo lavico si attesta alla quota di circa 1830 mt. fra i Monti Centenari e Monte |
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L’intensità dell’attività
esplosiva non ha presentato variazioni significative rispetto al 19 luglio ed è accompagnata da continui boati e da |
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(La figura 2 sopra rappresenta un'immagine termica delle 3 bocche esplosive all’interno del cono, vista da Est). |
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Da osservazioni dirette del cono "B3", è stato riconosciuto un setto che separa la bocca esplosiva di quota più |
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| Le
fontane di lava del 20 luglio 2006 - aggiornamento alle ore 21:30 locali Estratto dal rapporto I.N.G.V. di Catania |
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Pubblichiamo qui di seguito l'estratto di un interessante rapporto, corredato tra l'altro di bellissime immagini, redatto dall'Ente in base alle osservazioni eseguite durante il sopralluogo di giovedì 20 Luglio 2006, tra le ore 19:00 e 21:30 alle bocche eruttive. Ecco cosa hanno rilevato i vulcanologi: |
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Anche l’attività effusiva aveva subìto un calo rispetto alla sera precedente, e il livello della lava nel principale canale d’efflusso si era abbassato
(foto n. 2). Era terminata l’attività di lancio di brandelli di lava alla bocca effusiva più attiva, che si era osservata la sera precedente e anche durante la mattinata del 20 Luglio. |
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Fino alle ore 20:15 le esplosioni avvenivano da due, raramente tre, bocche, una delle quali si era formata tra la mattinata e la sera del 20 Luglio, sul labbro inferiore del conetto piroclastico (e quindi più in basso rispetto alle altre bocche esplosive). L’attività più intensa si vedeva nella bocca apertasi la sera precedente. Molte esplosioni erano accompagnate da fiammate di gas. La nuova bocca invece mostrava soprattutto intermittenti emissioni di cenere molto diluita, mentre una terza bocca posta più in alto rispetto alle due precedenti, lanciava pochi brandelli di lava incandescente ad intervalli di 10-15 minuti. |
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Durante i primi 15 minuti, questo getto mostrava una forte inclinazione verso sud, e una fitta pioggia di bombe incandescenti copriva tutto il basso versante del cono Sud-Est
(foto 4). Il getto di lava era spesso sostenuto per intervalli di alcuni minuti, e quindi marcava un netto passaggio dalla precedente attività stromboliana ad una fontana di lava, anche se di modeste dimensioni. L’inizio della fontana era marcato da un drammatico
cambiamento del suono, che passava da forti detonazioni ad un continuo, cupo rimbombare. La massima altezza della fontana si può stimare a 200 m, con alcuni frammenti che probabilmente hanno raggiunto anche 300 m sopra la bocca. La fontana è durata approssimativamente 30 minuti, dopo di che il getto di lava è diventato |
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| Aggiornamento
al 20 luglio 2006 - ore 08:00 locali (foto:
I.N.G.V. Catania) Estratto dal rapporto I.N.G.V. di Catania |
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Osservazioni eseguite durante il sorvolo in elicottero della Protezione Civile Regionale alle ore 8:00 locali, e
analisi delle immagini delle telecamere visibili e termiche della rete INGV-CT. Complessivamente lo scenario
eruttivo presenta caratteristiche simili ai giorni precedenti, con un’attività esplosiva quasi continua e di modesta |
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dell’attività esplosiva alla bocca "B3", formatasi
sul fianco est del Cratere di Sud-Est a partire dalle 23:30 del 19 luglio.
Questa attività è durata circa 4 ore, ed ha prodotto un pennacchio denso di gas che si espandeva verso ovest, contenente forse anche poca cenere fine in
sospensione. A questa attività non è stata associata alcuna segnalazione di ricaduta di cenere sui paesi dell’Etna,
il che conferma che, ove presente, si trattava di poco materiale e presumibilmente molto fine, quindi non tale da
creare problemi alla viabilità stradale e area. |
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| Aggiornamento
al 19 luglio 2006 - ore 12:00 e 20:00 locali (foto:
I.N.G.V. Catania) Estratto dal rapporto I.N.G.V. di Catania |
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Alle ore 07:15 è stato effettuato un sorvolo con l’elicottero della Protezione Civile Regionale. Inoltre, tra le ore
09:00 e 12:00 è stato effettuato un sopralluogo alle bocche eruttive e sul campo lavico. In quest’ultimo è stato
raccolto un campione per analisi petrologiche. |
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Rilievi termici hanno evidenziato la presenza di 2 distinte bocche esplosive all’interno del cono B3 (Fig. 3), allineate lungo la frattura eruttiva. Rilievi termici sulla parte alta del campo lavico hanno evidenziato significative variazioni morfologiche rispetto alle misure del 16 luglio. In particolare, risulta un chiaro ingrottamento della colata emessa dalla bocca "B1", mentre il flusso lavico alimentato dalla bocca "B2" si ingrotta dopo pochi metri. Ma veniamo al secondo sopralluogo (quello serale), che è stato effettuato dai vulcanologi alle ore 19:22 in prossimità delle bocche eruttive: è stato osservato che la bocca a cono "B3" ha subito un crollo ed un allargamento verso valle. Associato a questo cambio si è verificato un netto aumento della effusione lavica. |
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| Aggiornamento al 18 luglio 2006 - ore 13:00 locali (foto: I.N.G.V. Catania) |
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Estratto dal Rapporto INGV del 18.07.2006
Aggiornamento ore 13:00 locali. |
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Gas ad alta pressione ed alta temperatura sta fuoriuscendo in continuo da questa bocca, con esplosioni intermittenti associate a boati forti ogni 10 secondi circa. Osservazioni dirette e campionatura della colata lavica sono stati effettuati a quota 2775 mt. A questa quota la colata lavica è divisa in 2 diramazioni, di cui quella più meridionale è ben alimentata. Osservazioni dirette del ramo nord non sono state possibili a causa della scarsa visibilità. |
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| Aggiornamento al 18 luglio 2006 - mattina (foto: I.N.G.V. Catania) |
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Eruzione in Valle del Bove.
L'Etna non preoccupa gli esperti. |
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Il fronte più avanzato ha raggiunto quota 2.100 metri a nord di Serra Giannicola Piccola, nella alta Valle del Bove. La colata si biforca circa 100 metri prima del fronte. Continua, accompagnata da forti boati udibili a grande distanza, anche l' attività di degassamento ad alta pressione ed il lancio di brandelli di lava dalle 3 bocche esplosive. |
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Il Presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, nel pomeriggio di lunedì ha compiuto un sorvolo sul teatro eruttivo a bordo di un elicottero della Protezione Civile, accompagnato dal dirigente generale del Dipartimento Regionale della Protezione Civile, Salvatore Cocina. Il dirigente ha dichiarato che, a partire da mercoledì, la Protezione Civile siciliana sarà dotata di un "laserscan", una apparecchiatura che, montata sull' elicottero, permetterà di ricostruire al computer la geometria della colata lavica con grande precisione. |
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Cuffaro
ha poi ribadito che la situazione è sotto controllo e che allo stato attuale non vi è alcun pericolo. |
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I rilievi effettuati con la telecamera termica hanno evidenziato un campo lavico complesso, nel quale si osservano diversi canali lavici che si intersecano e dividono. Questa struttura è caratteristica di campi lavici che si formano in condizioni di basso tasso effusivo, che permette il diramarsi delle colate. Tassi di effusione alti, di contro, producono flussi lavici singoli e molto lunghi. Sono al momento assenti fenomeni di sovrapposizione dei flussi ed ingrottamenti, solitamente responsabili di repentini allungamenti delle colate. Si osserva però nel canale lavico più settentrionale che la superficie del flusso ha forma convessa verso l’alto, indice questo di un lieve e locale aumento della portata lungo questo canale. Nel complesso, il lieve aumento del tasso di effusione rispetto a ieri è coerente con il lieve aumento di attività esplosiva alla bocca di quota 3100 m, e mostra una fenomenologia ancora in piena evoluzione. |
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| Aggiornamento al 17 luglio 2006 |
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Continua senza soste l'eruzione che ha avuto inizio la notte tra venerdì 14 e sabato 15 luglio, con l'apertura di |
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La Dott.ssa Sonia Calvari dell' I.N.G.V. catanese, ha spiegato che occorrerà attendere ancora qualche giorno
per comprendere con maggior precisione la reale situazione eruttiva. |
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