ATTIVITA' ERUTTIVA anno 2006


VIDEOCLIP ERUZIONE 2007 (durata 11 minuti - dimensione 28,89 Mb - formato wmv)
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Aggiornamento attività Etna al
13 dicembre 2006


Chiuso ancora una volta l'aeroporto catanese di Fontanarossa oltre allo scalo di Reggio Calabria per l'emissione di cenere dai crateri sommitali. 

Di nuovo emergenza cenere. Da poco prima delle ore 18:00 chiuso lo scalo catanese, con riapertura programmata alle 06:50 di giovedì 14 dicembre.

Ad aggravare ulteriormente la situazione si aggiunge anche la chiusura contemporanea dell'aeroporto di Reggio Calabria: una nube di cenere spinta dal vento si muove infatti in direzione est fino ad interessare lo spazio aereo dello scalo calabrese.

Nel pomeriggio c'è stata una riunione tecnica nel corso della quale si è deciso di chiudere l'aeroporto dello Stretto a partire dalle ore 17:40. I passeggeri sono costretti a servirsi degli scali di Lamezia Terme e Palermo.

Per quanto riguarda la situazione dal fronte lavico, in mattinata c'è stata una serie di esplosioni dal cratere di sud-est, con emissione di lava e di cenere che si è fatta più abbondante nelle ore pomeridiane. 


Aggiornamento attività Etna al
12 dicembre 2006


Etna nuovamente in eruzione dopo 3 giorni di stasi: protagonista ancora una volta il cratere di sud-est con una colata lavica e l'emissione di sabbia vulcanica. Nessun problema per l'aeroporto di Catania che rimane regolarmente aperto. 


Alle
21:00 di domenica 10 dicembre, la strumentazione scientifica dell' INGV di Catania rilevava un aumento del tremore vulcanico, con valori in costante aumento nel corso delle ore successive.
Lunedì 11 alle ore 04:15 vengono osservati dei bagliori dal cratere di sud-est, con conseguente ripresa dell'attività effusiva dalla frattura di quota 2800 metri.

Da qui ha ricominciato a fuoriuscire la lava che si è sovrapposta alle precedenti colate riversandosi nella Valle del Bove. Dopo 3 giorni, dunque, l'Etna ha ripreso l'attività eruttiva anche se in maniera modesta. Già dalla mattinata si è levata in cielo una colonna di fumo nero che ha fatto ricadere piccole quantità di cenere vulcanica lungo i paesi del versante di nord-est, raggiungendo anche alcuni centri del messinese come Taormina e Giardini Naxos. La ricaduta del particolato non ha causato problemi al vicino aeroporto di Fontanarossa, che resta pienamente operativo nell'arco delle 24 ore. In questi 3 giorni di stasi, i condotti principali dell'Etna hanno sempre prodotto una certa quantità di vapori. L'intensa degassazione, grazie ai numerosissimi parossismi, ha in pratica depressurizzato tutto il sistema nella parte terminale del condotto di alimentazione principale, con il conseguente abbassamento della colonna magmatica, che nelle ultime ore, spinta dai gas, è nuovamente 
risalita.


Chiuso per l'undicesimo giorno lo scalo aeroportuale di Catania

Aggiornamento a lunedì 4 dicembre

La
cenere lavica provoca ancora una volta la chiusura dell'aeroporto di Catania, per l'undicesimo giorno consecutivo durante le ore 
di oscurità
: cieli etnei vietati quindi al traffico aereo per motivi di sicurezza.

E' stato invece
riaperto al traffico lo scalo di 
Reggio Calabria, che a causa di uno spostamento della nube vulcanica, era rimasto chiuso dalle 18:00 di domenica 3 dicembre fino all'alba di lunedì 4.

Difficile prevedere per quanto tempo ancora dovrà perdurare questo stato di allerta per la navigazione aerea, in quanto l'attività eruttiva ed effusiva dell'Etna sta continuando. Nella giornata di lunedì si sono levate 2 colonne di fumo, una scura e una bianca, che sono state spinte dai venti d'alta quota nel versante est del vulcano.
La lava continua a fuoriuscire dalle fratture aperte a quota 3100 e 2800 metri, ben visibile dai paesi etnei soprattutto all'imbrunire. Al momento i vulcanologi non ritengono ci siano pericoli per i centri abitati.


Continua l'eruzione dai crateri sommitali. Chiuso per il 10° giorno consecutivo l'Aeroporto di Catania durante le ore notturne. Per la prima volta anche Reggio Calabria decide la chiusura del proprio scalo sempre a causa della cenere lavica.
Aggiornamento a domenica 3 dicembre
Non si vola ancora una volta nei cieli di Catania per precauzione, dietro consiglio della Protezione Civile. Tutti gli aerei non possono nè decollare nè atterrare dopo il tramonto. La decisione è stata presa dall'unità di crisi dopo aver sentito il parere del nucleo di valutazione operativa, sulla persistente presenza nello spazio aereo della nube di cenere provocata dall'eruzione dell'Etna.

Gli effetti dell'eruzione si fanno sentire anche a Reggio Calabria, causando la chiusura dell'aeroporto dello Stretto a partire dalle ore 18:30. La decisione è stata presa a seguito di un incontro tra ENAV, ENAC e SOGAS (la società di gestione dello scalo reggino).
La torre di controllo dell'ENAV, rilevate le condizioni di scarsa visibilità determinate dallo spostamento della nube vulcanica confermato sia da Catania che dal radar di Brindisi, ha convocato una riunione urgente durante la quale l'ENAC ha stabilito la chiusura dell'aeroporto fino alle 07:15 di lunedì mattina 4 dicembre.
Il vulcano continua in modo sostenuto la sua attività, monitorato costantemente dalla Protezione Civile che, dopo una prima fase sperimentale, fornirà in tempo reale informazioni sullo stato dei cieli, comunicando gli spostamenti della nube nera anche in caso di cielo coperto e di scarsa visibilità, grazie all'utilizzo di modelli 
tridimensionali di dispersione.

I vulcanologi dell' INGV di Catania confermano il proseguimento dell'attività eruttiva dal cratere di sud-est, che alimenta due bocche laviche. Dalla nuova frattura di quota 3100 metri è stata rilevata un'intensa attività esplosiva di tipo stromboliano. Il fronte più avanzato della lava ha raggiunto quota 2800 metri in Valle del Bove. Tutti i fenomeni interessano attualmente solo la parte sommitale del vulcano, senza rappresentare quindi un pericolo per i centri abitati.


Aggiornamento  attività Etna  al  21  novembre  2006  Nostro  servizio  dal  fronte  lavico

Il fascino dell' Etna di sera con i suoi suggestivi bagliori nel buio.

Il principale fenomeno dell'eruzione in corso, attenzionato particolarmente dai vulcanologi in questi giorni, è stato lo svilupparsi di una nube di materiali incandescenti, che poteva essere osservata a occhio nudo anche in città, e che ha raggiunto la quota di 4500 metri sul livello del mare.
Per questo motivo l'aeroporto di Catania è stato allertato per la possibilità di scarsa visibilità con ricaduta di ceneri in pista.

Bagliori nel buio dicevamo: sono quelli dell'Etna che anche ieri notte ha offerto il suo spettacolo di fuoco. Continua l'eruzione con la lava che sgorga dal cratere di sud-est e che oggi ha raggiunto i Monti Centenari.

La parola a Sonia Calvari dell' INGV di Catania:

"C'è sempre una colata attiva in Valle del Bove, ben alimentata e che forma un flusso lavico principale che si espande verso Est, lontanissimo dai centri abitati. Anche se ben alimentata, è pur sempre di modeste dimensioni. Invece abbiamo visto che ci sono una serie di fratture che circondano il cratere di sud-est e che sono ancora calde, cioè con anomalie termiche. Sono le fratture di 3050 e 3180 che avevano originato le colate nei giorni scorsi, e che potrebbero riattivarsi da un momento all'altro".

Domanda: ci potrebbero essere dei problemi per quanto riguarda la formazione della cosiddetta "nube piroclastica" sul vulcano?

Sonia Calvari: "No, la valanga ardente che c'è stata nella giornata di sabato 18 novembre ha rappresentato un 
evento abbastanza insolito e difficile da replicarsi con la stessa intensità. Comunque ha riguardato soltanto le 
zone sommitali del vulcano senza creare problemi per nessuno. E' possibile che ci siano altri settori del cono di 
sud-est che possano collassare e formare questa sorta di frana calda".

Gli esperti dell' INGV avvisano i turisti di mantenersi lontani dalle zone sommitali e di recarsi sul vulcano solo 
accompagnati dalle guide.

Mappa aggiornata al 20 novembre 2006 (fonte: I.N.G.V.) 1) Colata lavica attiva; 2) Colate laviche inattive.

Aggiornamento attività Etna al 20 novembre 2006 ore 10:00
Estratto dal rapporto INGV  di Catania redatto dai vulcanologi Luigi Lodato e Alfio Amantia
Da un sorvolo dell’area sommitale del vulcano utilizzando l’elicottero messo a disposizione dalla Protezione Civile 
Nazionale, risultava che il cratere di Sud-Est non presentava attività stromboliana sommitale, ma una effusione 
lavica dalla bocca di quota 2800 m. I fronti più avanzati sono collocati in prossimità dei Monti Centenari. La bocca di quota 3180 metri, situata nella sella tra la Bocca Nuova ed il Cratere di Sud-Est, era inattiva ed anche la bocca effusiva di quota 3050 metri posta sul versante meridionale, presentava un flusso lavico in raffreddamento che aveva percorso pochi metri.


Etna: spettacolo notturno di fuoco e fiamme con "piroclasti"

Nostro servizio dal fronte lavico del 20.11.06  sera


La lava che fuoriesce dal cratere di Sud-Est percorre sentieri già tracciati in precedenza. Ma la novità dell'eruzione in corso non è tanto legata al replicarsi dei flussi magmatici nelle zone sommitali del vulcano, quanto all'attività esplosiva con flusso "piroclastico" abbastanza rara qui sull' Etna; inedita fino ad una trentina di anni fa.

Già il 16 novembre scorso, intorno alle 15:00, si era assistito ad un evento del genere sul vulcano siciliano, e cioè alla formazione di una nube piroclastica che in pochi secondi, dal cratere di Sud-Est, ha raggiunto e superato il bordo della Valle del Bove percorrendo circa un kilometro.

Una grossa bolla fatta di materiale altamente incandescente: vapore acqueo, gas, frammenti lavici, blocchi di magma e vecchie porzioni di cratere che sono franati giù a grande velocità.

Un evento eruttivo provocato dalla frattura e dal collasso di parte del cono orientale del cratere di Sud-Est. Una condizione che potrebbe ripetersi anche in futuro, vista la situazione ciclica che sta attraversando il vulcano, che per adesso manifesta una grossa quantità di energia da smaltire con ripetute colate d'alta quota ed 
attività stromboliana.

Secondo i vulcanologi, al momento non ci sono rischi per i centri abitati. Tuttavia è sconsigliato ai turisti avvicinarsi troppo alla sommità del vulcano.

La bocca a quota 2800 metri continua ad alimentare i numerosi flussi lavici che si aprono a ventaglio nella Valle 
del Bove, mentre è stata registrata anche l'emissione di cenere che si è dispersa nell'aria ad alta quota.

Aggiornamento attività Etna al
19 novembre 2006
Estratto dal rapporto INGV  di Catania redatto dai vulcanologi Gianluca Norini e Simona Scollo

I vulcanologi della sezione INGV catanese hanno eseguito un sopralluogo in area sommitale dalle ore 10:00 alle ore 15:00 locali, allo scopo di verificare l’attività eruttiva in corso al Cratere di Sud-Est, all’hornito di quota 2800 e alla bocca di quota 3050 ubicata sul fianco sud-est della Bocca Nuova.

Durante il periodo di osservazione, l’attività al cratere di Sud-Est è stata intensa e in continua evoluzione.

Nella mattinata, sono state osservate frequenti emissioni di cenere da una depressione ubicata sul fianco orientale del cono eruttivo, in concomitanza con forti boati e attività stromboliana, caratterizzata da lancio di brandelli di lava anche oltre il bordo del cratere (Foto 1 qui sopra)
Questa attività si è progressivamente ridotta nel corso della giornata, riducendosi ad intensa degassazione e frequenti boati, questi ultimi probabilmente riconducibili ad attività 
esplosiva intracraterica.

Foto 1 qui sopra: emissione di cenere dalla depressione ubicata sul fianco orientale del cratere di Sud-Est.

Sin dalla mattinata, è stata osservata l’emissione di una colata di lava da una bocca ubicata nella porzione sommitale della depressione da frana generatasi il 16 novembre 2006 (Foto 2 qui a sinistra).
La colata, ben alimentata, ha formato almeno due bracci, il primo dei quali aveva già superato l’hornito di quota 2800 alle ore 10:00.

Il secondo braccio, ubicato poco più a sud, ha raggiunto la quota di 2850 metri intorno alle 15:00, sovrapponendosi al deposito di frana generato il 16 novembre (Foto 3 a destra).
Nel primo pomeriggio, nella depressione da frana del 16 novembre, sono avvenute almeno due piccole frane, che hanno raggiunto il flusso lavico attivo sul fondo della depressione, testimoniando il perdurare dello stato di instabilità di questa porzione del cratere di Sud-Est.

Foto 2 qui sopra: porzione prossimale della colata di lava alimentata dalla bocca ubicata nella parte sommitale della depressione da frana generatasi il 16 novembre 2006. Il punto di osservazione è lo stesso della Foto 1.



Foto 4 qui sopra: attività di spattering all’hornito di quota 2800. In primo piano il deposito di frana del 16 novembre 2006 (sulla sinistra dell'immagine) e la colata di lava alimentata dalla bocca ubicata nella parte sommitale della depressione da frana generatasi il 16 novembre 2006.

Foto 3 qui sopra: fronte del braccio meridionale della colata alimentata dalla bocca ubicata nella parte sommitale della depressione da frana generatasi il 16 novembre 2006. La colata in avanzamento ricopre il deposito di frana del 
16 novembre 2006.

Verso le ore 12:00, è stata osservata la riattivazione dell’attività di "spattering" all’hornito di quota 2800, che in precedenza aveva mostrato solo debole emissione di gas (Foto 4 a sinistra).
Nel corso della mattinata, si è verificata la riattivazione della bocca effusiva di quota 3050, ubicata sul fianco sud-est della Bocca Nuova. L’attività ha generato una colata di lava debolmente alimentata che si estendeva alla 
base della Bocca Nuova.


Descizione mappa qui sopra aggiornata al 16.11.2006
1) Colate laviche attive; 2) Colate laviche inattive, eruttate dal 23 Ottobre 2006.

Aggiornamento attività Etna al 23 ottobre 2006   Estratto dal rapporto INGV  di Catania
A partire dalle
ore 18:50 locali, la rete di telecamere di monitoraggio dell’attività vulcanica della sezione INGV di Catania ha mostrato l’inizio dell’emissione di una colata dal fianco meridionale del Cratere di Sud-Est.

Le informazioni dirette raccolte dai vulcanologi indicano la formazione di una frattura sul fianco meridionale del cono, dalla quale esce una colata che si espande in direzione Sud-SudOvest verso la ex Torre del Filosofo.
Alle
ore 19:29 questa colata ha iniziato a biforcarsi, formando due rami ben alimentati diretti entrambi verso la zona di Torre del Filosofo.

Nel frattempo continua l’alimentazione alla colata che si espande verso est in direzione Valle del Bove, sul versante sud-orientale del vulcano.


Aggiornamento attività Etna al 11 ottobre 2006   Estratto dal rapporto INGV  di Catania
A partire dalle
ore 20:00 del 10 ottobre, la rete sismica dell'INGV di Catania ha registrato un sensibile aumento 
del tremore vulcanico, che perdura tuttora.
Alle
ore 21:13 locali la rete di telecamere di monitoraggio dell’attività vulcanica dell'INGV ha iniziato a registrare 
la ripresa dell’attività esplosiva di tipo stromboliano dalla sommità del Cratere di Sud-Est. L’attività esplosiva è 
iniziata in modo blando e con getti sporadici di brandelli di lava ad altezze di qualche decina di metri, ma è 
cresciuta gradualmente sia in intensità che in frequenza delle esplosioni.

Alle ore 22:29 è stato osservato l’inizio della tracimazione lavica dal bordo orientale e ribassato del Cratere di 
Sud-Est. La colata ha aumentato la velocità di espansione verso le
23:00, procedendo inizialmente per crolli dei 
blocchi lavici incandescenti marginali, poi espandendosi rapidamente come flusso continuo fino alla base del 
cratere in questione, che ha toccato intorno alla mezzanotte, per espandersi poi verso l’alta Valle del Bove.
Alle
ore 23:30 circa il flusso è rallentato perché ha iniziato ad espandersi su una superficie a minore pendenza, 
mentre l’attività esplosiva dalla sommità del Cratere di Sud-Est mostra, a partire dalle
ore 00:30 del giorno 11 
ottobre
, un inizio di passaggio a fasi più continue tipo fontane di lava. I prodotti dell’attività esplosiva ricadono 
abbondantemente al di fuori dell’orlo craterico e si espandono anche verso ovest.
L’attività al momento è confinata alle aeree sommitali del vulcano, e non desta pertanto alcuna preoccupazione 
per i centri abitati.


Aggiornamento attività Etna al 25 settembre 2006   Estratto dal rapporto INGV  di Catania
L'Etna ritorna in eruzione per la terza volta nell'arco di un mese. I vulcanologi dell' INGV sezione di Catania 
hanno rilevato una cospicua attività stromboliana, localizzata alla bocca sommitale del cratere di sud-est.
La lava si sta riversando sul fianco orientale del cono eruttivo e si sovrappone ai vecchi fluissi lavici di inizio settembre. I fenomeni eruttivi, tuttavia, non preoccupano gli esperti in quanto avvengono ad alta quota.

 

Dopo alcuni giorni di sostanziale quiescenza, si legge nel rapporto, alle ore 00:55 GMT del 20 settembre 2006 la telecamera termica di Nicolosi ha registrato un primo evento esplosivo di modesta energia, seguito da una emissione di cenere estremamente diluita che è continuata fino a circa le 07:30 GMT dello stesso giorno (Figura 1 qui sopra). Nel corso della mattinata del 21 settembre sono stati registrati più frequenti eventi esplosivi di bassa energia, non accompagnati da boati significativi ma tutti caratterizzati da emissione di cenere. I prodotti sono ricaduti prevalentemente nell’area circostante la bocca craterica e sono stati campionati in località Torre del Filosofo (circa 2920 mt. sul mare), ad Acicatena ed a Monterosso per l’opportuna analisi microscopica. Le emissioni di cenere si sono ripetute con frequenza discontinua per l’intera giornata. L’analisi delle immagini termiche acquisite verso le ore 11:30 GMT in prossimità del Cratere di Sud-Est hanno evidenziato l’assenza di attività effusiva (vedi Figura 1 sopra).

Figura 1 sopra: sequenza di immagini selezionate dalla rete di monitoraggio visivo dell’INGV. In alto, le immagini sono state raccolte dalla telecamera termica installata a Nicolosi. Le frecce rosse individuano la posizione del primo evento esplosivo di bassa energia verificatosi durante le prime ore del mattino del 20 Settembre 2006.
Le frecce bianche individuano la posizione della cenere molto diluita espulsa successivamente ed in modo continuo da Cratere di Sud-Est, ben visibile anche dalla telecamera del CUAD, a Catania (vedi le 2 foto sotto).

L’attività stromboliana al Cratere di Sud-Est è proseguita con un crescendo di intensità. Alle ore 22:00 GMT del 
22 Settembre, la telecamera di sorveglianza dell’INGV installata a Milo (Figura 3 sotto) mostrava dei bagliori prodotti dall’attività stromboliana presente in corrispondenza della bocca centrale del Cratere di Sud-Est. L’attività stromboliana è proseguita per tutta la notte in modo costante, rimanendo confinata all’interno della cinta craterica centrale.

Figura 3 qui sotto: sequenza di immagini selezionate dalla rete di monitoraggio visivo dell’INGV, Stazione di Milo. I bagliori rossastri individuano la posizione dell’attività stromboliana al Cratere di Sud-Est, rilevata in modo costante la notte tra il 22 ed il 23 Settembre 2006.

Nella mattinata del 23 Settembre l’attività stromboliana è continuata, aumentando leggermente in frequenza (1-2 esplosioni ogni 2-3 minuti) ed energia delle singole esplosioni, che cominciavano ad essere anche accompagnate da forti detonazioni.
L’attività era sempre contrassegnata da modeste emissioni di cenere
(vedi Figura 4 qui a lato), che ricadevano principalmente nell’area craterica sommitale. Il pomeriggio del 24 Settembre l’attività stromboliana è ulteriormente aumentata di intensità, marcata anche da un repentino aumento dell’ampiezza del tremore vulcanico registrato dalla rete sismica di sorveglianza dell’INGV.

Nella serata dello stesso giorno è cominciato un nuovo trabocco lavico dall’orlo orientale della cinta craterica del Cratere di Sud-Est. Similmente alle prime settimane di settembre, le lave si sono distribuite dapprima all’interno del cratere di sprofondamento posizionato sul fianco orientale del cono, formatosi durante l’eruzione del 2004 - 2005, defluendo poi all’esterno, in direzione della Valle del Bove (vedi Figura 5 sotto). Il flusso lavico si mostrava discretamente alimentato, riuscendo ad avanzare in poche ore per varie centinaia di metri, fino a raggiungere l’orlo occidentale della valle del Bove.

Figura 4 sopra a desta: fianco orientale del Cratere di Sud-Est, ripreso la mattina del 23 Settembre 2006. La freccia nera indica la piccola nube di cenere espulsa in occasione dell’attività stromboliana presente all’interno dell’orlo craterico centrale.

Figura 5 sotto: immagini notturne del 25 Settembre 2006, che riprendono l’attività stromboliana al Cratere di Sud-Est ed il trabocco lavico. Le immagini a sinistra sono state registrate dalla telecamera di sorveglianza di Milo, mentre quella a destra è stata ripresa dalla base del cratere durante il sopralluogo effettuato nella nottata trai il 24 ed il 25 settembre 2006.


Aggiornamento attività Etna
del 15 settembre 2006

Estratto dal rapporto INGV di Catania
In seguito alla repentina diminuzione del tremore vulcanico registrata nella mattinata odierna, è stato effettuato un sopralluogo in area sommitale, che ha evidenziato la totale assenza di attività esplosiva e la scarsa alimentazione dei flussi.
In particolare, dalle ore 14:30 fino alle 15:30, a causa delle cattive condizioni atmosferiche, il Cratere di Sud-Est non è stato visibile.
Per tutta la durata del sopralluogo non sono stati sentiti boati e non si sono osservate 
esplosioni con ricaduta di prodotti
(foto 1 qui sopra).
Sono comunque visibili i blocchi che si staccano dalla colata in prossimità dei cambi di pendenza, che rotolano lungo i fianchi.
Si è assistito anche a fenomeni di franamento 
nelle zone più instabili
(foto 2 in alto a destra). Infine è stato possibile osservare una piccola tracimazione dal cratere di Sud-Est (foto 3 sotto).

Foto 1: cratere di Sud-Est scattata da S-SE.
Foto 2: base del Cratere di Sud-Est dove si evidenzia una frana.
Foto 3: cratere di Sud-Est dove si evidenzia la tracimazione.
Immagine termica (a lato) del campo lavico ripresa da SSE, i punti gialli evidenziano le zone di tracimazione e/o crollo in prossimità dei cambi di pendenza.


Aggiornamento attività Etna del 11 settembre 2006 - ore 20:00 Estratto dal rapporto INGV di Catania.
Nel tardo pomeriggio di giorno 10 settembre, dalle telecamere di sorveglianza di Milo, Catania e Nicolosi, è stata osservata un’attività di emissione di cenere localizzata al Cratere di Sud-Est.
(sequenza qui sopra).
Alle ore 20:00 è stato eseguito un sopralluogo al Cratere di Sud-Est per eseguire misure termiche e verificare lo stato dell’attività sia esplosiva che effusiva. Le osservazioni hanno confermato la presenza di cenere prodotta da crolli nella parte apicale del Cratere di Sud-Est e da blocchi di lava che rotolavano sul versante orientale del cono. E' stata inoltre ricostruita la dinamica della frana che ha interessato l'apice del Cratere stesso. Il setto roccioso presente sul versante orientale
(Foto 2 qui a destra), che era stato interessato da un trabocco nei giorni precedenti, ha subìto una maggiore pressione da parte del magma, che ne ha provocato il crollo repentino all’interno del cratere di collasso sottostante. Il cedimento del setto ha provocato anche la fuoriuscita di lava che si è 
sovrapposta ai detriti di frana ricoprendoli e colmando la depressione sottostante. Il fronte del nuovo flusso lavico si è fermato a metà versante, e la notevole acclività ha favorito distacchi continui di blocchi dal fronte che rotolando arrivavano sin alla base del cratere.
L’attività stromboliana durante il sopralluogo si presentava continua e più energetica rispetto ai giorni precedenti. I prodotti dell’attività raggiungevano altezze superiori ai 300 metri, con ricaduta delle scorie fino alla base dl cono. Il flusso lavico dei giorni precedenti non è più alimentato ed è in raffreddamento.


Foto 1: immagini in sequenza della telecamera di Milo, Catania (CUAD) e Nicolosi.
Foto 2: immagine del Cratere di Sud-Est di giorno 05 settembre, nel riquadro rosso l’area interessata dalla frana 
di giorno 10 settembre.

Foto 3: immagine termica del Cratere di Sud-Est, nel riquadro giallo l’area interessata dal crollo del setto.

Aggiornamento: 07 settembre 06 Ore 19:30 locali.
Estratto dal rapporto I.N.G.V. Catania

In data odierna, intorno alle 11:30 ora locale, è stato effettuato un sopralluogo al Cratere di Sud–Est al fine di effettuare misure termiche per verificare lo stato dell’attività sia esplosiva che effusiva.

Le osservazioni hanno confermato la presenza di un unico flusso lavico tracimato dall’orlo del cratere di collasso.

Questo ha rapidamente colmato il conetto di scorie formatosi durante l’eruzione del luglio 2006, che dividendosi in due bracci, hanno raggiunto la base del Cratere di SE dirigendosi in direzione della Valle del Bove.

Alle ore 13:30 locali, il fronte lavico più avanzato, ha raggiunto la quota di circa 2850 metri
(foto1 qui a sinistra).

L’attività stromboliana in cima al cratere di SE era caratterizzata da esplosioni continue con lanci di brandelli lavici ricadenti al di fuori dell’orlo craterico e rotolando lungo le pareti del cono in alcuni casi arrivavano alla base del cratere.
(foto 2 sotto).

Foto 1 sopra: immagine nel campo del visibile e corrispondente immagine termica (sotto), del campo lavico prodotto dalla tracimazione.

Foto 2 a destra: attività stromboliana: nel riquadro giallo, foto (in alto) ed immagine termica (in basso)di una esplosione con lancio di brandelli.

Dalle osservazioni effettuate dalle telecamere fisse di Milo e Nicolosi, alle ore 17:36 del 07 Settembre 2006, continua l’attività stromboliana e il flusso lavico sul fianco orientale del Cratere di SE
(foto 3).

Foto 3 qui sotto: immagine della telecamera di Milo.


Aggiornamento: 05 settembre 06 ore 09:30 locali
Estratto dal rapporto I.N.G.V. Catania
Alle ore 20:09 del 4 settembre 2006 le telecamere di sorveglianza della rete INGV di Catania hanno registrato 
l’inizio dell’attività effusiva intracraterica all’interno del Cratere di SE
(foto 1 sopra). Alle 21:29 dello stesso giorno, è avvenuto un trabocco di lava dalla sommità del Cratere di SE verso la depressione che incide il suo fianco orientale. Il trabocco è stato accompagnato da un crollo di una piccola porzione della parete rocciosa che separa il cratere sommitale dalla depressione laterale, ed il deposito di frana è stato immediatamente ricoperto da un piccolo flusso lavico. Questo flusso lavico, ben visibile dalle telecamere di sorveglianza (Foto 1 sopra), è iniziato in contemporanea con una recrudescenza dell’attività esplosiva intracraterica, rimasta comunque per tutto il periodo di intensità medio bassa. L’analisi delle immagini registrate dalla telecamera fissa ubicata a Milo ha permesso di evidenziare una graduale diminuzione dell’attività esplosiva, in termini di numero di esplosioni ed altezza dei getti, tra le 20:09 e le 22:20 circa, fino a non essere più evidente dopo questo intervallo temporale, per ritornare nuovamente visibile, anche se di intensità sempre medio-bassa, intorno alle 5:00.

Foto 1 sopra: immagini registrate dalla telecamera fissa della rete INGV-CT ubicata a Milo, sul versante orientale del vulcano. Il puntino rosso nell’immagine a sinistra indica l’inizio della effusione lavica intracraterica. Nella seconda immagine si vede invece la tracimazione che dalla sommità del Cratere di SE si espandeva verso la depressione craterica ubicata sul suo fianco orientale. La terza immagine mostra il flusso lavico ben visibile ed in chiara espansione. L’ultima immagine sulla destra è della mattinata, e mostra il Cratere di SE sulla sinistra, con la
depressione ricolma della colata ben visivile nella metà superiore del cono. Il flusso lavico si espandeva sul fianco orientale del cono, accumulandosi all’interno della depressione che interessa il medio fianco orientale del Cratere di SE.

La situazione dell’attività eruttiva è stata verificata nella notte attraverso sopralluoghi diretti effettuati nella 
zona sommitale facendo uso della telecamera termica. Alle 8:30 circa della mattinata del 5 settembre è stato 
effettuato nell’area sommitale dell’Etna un sorvolo in l’elicottero messo a disposizione dalla Protezione Civile 
Regionale. Il sorvolo, eseguito facendo uso delle consuete telecamere termiche, ha consentito di visionare 
l’interno del Cratere di SE, che rappresenta l’unica zona al momento interessata dai fenomeni eruttivi. E’ stata
riscontrata un’attività esplosiva molto blanda alla bocca sommitale
(foto 2 sopra), in corrispondenza del conetto 
intracraterico che si è formato in seguito all’attività dei giorni scorsi. Questa attività, dall’elicottero non è visibile ad occhio nudo, ed è rilevabile solamente dall’analisi delle immagini termiche registrate durante il sorvolo
(foto 
2 qui sopra)
.

Foto 2 sopra: immagine termica (a sinistra) e visibile (a destra) del Cratere di SE visto da Nord, che mostra la 
modesta attività esplosiva che si origina dalla sommità del cono, attività che non risulta visibile a occhio nudo.

Dalla base del conetto intracraterico parte una piccola colata (foto 3 sopra) scarsamente alimentata, che si espande verso est andando a riempire l’ampia depressione che incide il fianco orientale del Cratere di SE, e che si è formata durante l’eruzione del 2004-05.

Foto 3: immagine termica (a sinistra) e visibile (a destra) del Cratere di SE visto da nord-est, che mostrano 
l’effusione lavica che dalla sommità del cratere si espande all’interno della depressione, formatasi durante 
l’eruzione 2004-05, che incide il fianco orientale del cono. Sul fondo della depressione più bassa si nota, sotto la colata, la conoide di detrito prodotta dal crollo del setto sovrastante.


Il sorvolo in elicottero ha permesso di visionare tutta l’area sommitale del vulcano, facendo rilevare l’assenza sia 
di nuove fratture, e di attività esplosiva superficiale agli altri crateri sommitali del vulcano. Al momento, quindi, la situazione si presenta a bassissima criticità, vista la scarsa attività esplosiva e l’assenza di efflussi lavici al di 
fuori del Cratere di SE.

Aggiornamento: 02 settembre 06 ore 12:00 locali
Estratto dal rapporto I.N.G.V. Catania
In data odierna è stato effettuato un sorvolo con l’elicottero della Protezione Civile Regionale al fine di effettuare misure termiche e dal visibile dell’area sommitale, ed in particolar modo del Cratere di Sud-Est. 

Le immagini termiche registrate hanno rilevato una persistente attività "stromboliana" proveniente dalla cima del cratere di Sud-Est. La modesta attività era caratterizzata da una bassa frequenza delle esplosioni, e da bassa 
energia con ricaduta dei brandelli di lava principalmente all’interno dell’orlo craterico.
(foto a destra)

All’interno del cratere di collasso, formatosi durante l’eruzione 2004-05, non sono state rilevate ulteriori anomalie termiche.

Rimane stabile il degassamento prodotto dalla fumarola posta al suo interno.

Foto sopra e a sinistra: immagine digitale e relativa immagine termica dell’area sommitale del cratere di Sud-Est. All’interno è possibile distinguere una bocca esplosiva che produce attività stromboliana.


Foto sotto: immagine nel campo del visibile ed immagine termica del Cratere di collasso visto da Est.


ERUZIONE IN VALLE DEL BOVE del mese di LUGLIO 2006
LA  MAPPA  DELLA  COLATA  LAVICA


Aggiornamento: 25 luglio 2006 - ore 08:00 - cessazione attività eruttiva
Estratto dal rapporto I.N.G.V. di Catania

Nel corso delle osservazioni eseguite mediante sorvolo in elicottero, e sull’analisi delle immagini della telecamera termica, si rileva la cessazione dell’attività eruttiva, sia esplosiva che effusiva, alle bocche ubicate sul fianco orientale del Cratere di Sud-Est.

I dati termici registrati durante il sorvolo confermano l’elevata temperatura registrata all’interno del Cratere di Nord-Est, che indicherebbe la presenza di attività esplosiva dentro il cratere stesso.

Si è constatato che anche la bocca meridionale, tra le due poste all’interno della Bocca Nuova,
(figura accanto), presenta un consistente aumento di temperatura in una zona circoscritta e localizzata sul fondo craterico.

I valori registrati sul fondo della Bocca Nuova sono confrontabili con i valori registrati al Cratere di Nord-Est, ma in questo caso si tratta di una zona altamente fumarolizzata.

Queste alte temperature erano assenti nei rilievi diretti sul terreno eseguiti circa due settimane prima dell’inizio dell’eruzione.


Aggiornamento al 24 luglio 2006 - ore 17:00 locali (foto: I.N.G.V. Catania)
Estratto dal rapporto I.N.G.V. di Catania

Il seguente rapporto si basa sulle osservazioni eseguite con telecamera termica durante un sorvolo effettuato 
con l’elicottero della Protezione Civile Nazionale alle ore 7:00, e da un sopralluogo diretto effettuato tra le ore 
10:00 e le 17:00 alle bocche eruttive.
Il sorvolo in elicottero ha consentito una completa visione del campo lavico e dei crateri sommitali del vulcano. 
Le immagini termiche hanno rilevato una marcata diminuzione di alimentazione alle bocche eruttive, ed una 
pressoché esaurita attività eruttiva. I fronti lavici più avanzati, ubicati in prossimità dei Monti Centenari
(vedi 
foto 1 qui sopra)
, mostrano soltanto piccoli movimenti dovuti quasi esclusivamente a crolli (foto 1 e 2, porzioni gialle) dei flussi lavici in sovrapposizione, ma le basse temperature rilevate indicano che non ci sono più flussi alimentati.
(Foto 1 sopra: i fronti del campo lavico in prossimità dei Monti Centenari ripresi dall'elicottero, con la corrispondente immagine termica. In giallo sono evidenziate le porzioni ad alta temperatura, mentre in blu le porzioni fredde).

(Foto 2 qui sopra: immagine della porzione centrale del campo lavico che si espande lungo la parete occidentale della Valle del Bove, ripresa dall’elicottero, e corrispondente immagine termica. L’immagine termica mostra in giallo le porzioni ad alta temperatura, in blu le porzioni fredde).

Per quanto riguarda invece i crateri sommitali, le immagini termiche rivelano la presenza di degassamento ad 
alta temperatura all’interno del Cratere di Nord-Est
(foto 3 sopra), compatibile con un’attività esplosiva a media 
profondità, che non era presente nel rilievo precedente del gennaio 2006. Gli altri crateri sommitali mostrano 
lungo le fratture che li circondano tutti temperature nella norma.
(Foto 3 qui sopra: immagine della porzione settentrionale del Cratere di Nord-Est e corrispondente immagine termica che mostra il degassamento ad alta temperatura originato dalla bocca sul fondo craterico, il cui orlo risulta chiaramente visibile dall’immagine termica a destra).

I rilievi diretti eseguiti nella zona delle bocche effusive tra la mattina ed il pomeriggio, confermano la cessazione 
dell’attività eruttiva, sia esplosiva che effusiva, alle bocche ubicate sul fianco orientale del Cratere di Sud-Est.

(Foto a destra: vista dell’area di alimentazione dell’eruzione. Al cratere "B3" è presente solo una debole attività di degassazione. La colata principale, il cui canale è in primo piano, non è più alimentata).


Aggiornamento al 23 luglio 2006 - ore 16:00 locali (foto: I.N.G.V. Catania)
Estratto dal rapporto I.N.G.V. di Catania

Alle ore 09:15 locali è stato effettuato un sorvolo con l’elicottero messo a disposizione dalla Protezione Civile Regionale. Inoltre, tra le ore 11:00 e 16:00 locali è stato effettuato un sopralluogo alle bocche eruttive e sul campo lavico.

(Foto 1 qui sopra: vista generale della colata lavica da Est-NordEst, a destra l’immagine termica).

La colata principale è ancora ben alimentata e il fronte, il cui particolare è mostrato nella
foto 2 qui a desta, è avanzato di alcune decine di metri, rispetto a ieri, intorno ai Monti Centenari. La colata messa in posto il giorno 22 non è più 
alimentata ed è in raffreddamento
(foto 3 sotto). Durante il sorvolo non è stata osservata attività esplosiva dal cono "B3".

(Foto 2 a destra: particolare del fronte della colata lavica principale intorno ai Monti Centenari, vista da Nord. L’immagine termica evidenzia la parte più attiva della colata).

(Foto 3 a sinistra: immagine termica della colata lavica messa in posto il 22 luglio, attualmente in raffreddamento).

Durante il sopralluogo sul terreno non è stata osservata attività esplosiva al cono "B3", come mostrato dalla
foto n.4 sotto, e il degassamento è stato debole, con sporadici boati di bassa intensità.

 


(Foto 4 sotto: cono "B3" visto da Est sia in visibile che con la telecamera termica. Si rileva l’assenza di attività esplosiva).

Sul versante orientale si rileva una piccola depressione di circa 18 mt. di diametro allineato con la frattura eruttiva. A quota 2930 mt. sono state effettuate due misure della portata del flusso lavico, a una distanza di circa 310 metri dal cratere del cono "B3". Le misure effettuate con il distanziometro laser indicano che il tasso di emissione è di circa 3 m3/sec sia alle ore 12:00 che alle 13:30 locali. Durante le osservazioni sulla colata sono avvenuti alcuni crolli degli argini che hanno determinato l’innalzamento della sua superficie, come mostra la foto n.5 qui a destra.

(Foto 5 a destra: colata lavica principale a quota 2930 mt. Nella parte alta della colata sono evidenti gli innalzamenti della sua superficie per crolli degli argini).

Da quota 2930 mt. sono state effettuate, tramite distanziometro laser, misure della geometria del cono "B3". Il 
diametro del cratere del cono è di circa 105 mt. in direzione Est-Ovest, e di circa 80 mt. in direzione Nord-Sud. 
L’altezza dell’orlo del cratere, rispetto al punto di osservazione, è di 158 mt. sul lato ovest, 125 mt. sul lato sud 
e 110 mt. sul lato est. Quindi, il punto più elevato del cratere del cono "B3" è a circa 3090 mt. di quota.


Aggiornamento al 22 luglio 2006 - ore 18:00 locali (foto: I.N.G.V. Catania)
Estratto dal rapporto I.N.G.V. di Catania

Alle ore 09:15 locali è stato effettuato un sorvolo con l’elicottero. Inoltre, tra le ore 11:00 e 18:00 è stato effettuato un sopralluogo alle bocche eruttive e sul campo lavico, da cui è stato osservato che la colata lavica rimane ben alimentata, il fronte ha raggiunto una quota di circa 1750 mt e ha appena superato i Monti Centenari (foto 1 e 2).
(Foto 1: vista da est del campo lavico e delle bocche eruttive. Nella parte destra è riportata la corrispondente immagine termica).
(Foto 2: particolare del fronte lavico di foto.1 visto da nord).

Dal sorvolo si è rilevato che durante la notte è stata eruttata dalla zona delle bocche effusive già attive una nuova colata a sud della colata principale, che si è propagata parallelamente alla stessa
(foto 3).
(Foto 3: immagine termica e visibile della nuova colata vista da est).

Il rilievo di terreno ha evidenziato che il fronte della colata è arrivato ad una quota di circa 2800 mt. e ha percorso una distanza di circa 600 mt. La colata è poco alimentata, la sua velocità al fronte, stimata alle ore 13:00, è di circa 4 m/h. Nell’area della bocca effusiva si è osservata una sovrapposizione di piccole colate, anche esse poco alimentate. Dalla nuova colata è stato campionato il fronte e la zona di emissione. La nuova colata ha interrotto il sentiero che negli ultimi giorni è stato usato dai turisti.

Intorno alle ore 14:00 locali il cono "B3" ha cambiato la sua attività, fino ad allora limitata a deboli esplosioni 
stromboliane, a emissioni discrete di cenere come mostrato dalla foto 4. La cenere ha raggiunto una quota di
circa 300 mt sopra "B3". Questa attività è persistita fino alla fine delle osservazioni fatte dai vulcanologi, 
tuttavia con una distinta diminuzione di intensità. La cenere è stata campionata al parcheggio di Torre del 
Filosofo a Sud Sud-Ovest della bocca eruttiva.
(Foto 4: emissione di cenere dal cono "B3" visto da Sud Sud-Ovest).

Alle ore 11:30 sono stati osservati fenomeni di frane da crollo sui versanti della depressione a est del cratere di Sud-Est, con sollevamento di materiale fine di colore rossastro, come mostrato dalla foto 5. (Foto 5: cratere Sud-Est con la zona di crollo indicata in rosso).

Aggiornamento al 21 luglio 2006 - ore 10:00 locali (foto: I.N.G.V. Catania)
Estratto dal rapporto I.N.G.V. di Catania

Osservazioni eseguite durante il sorvolo in elicottero: le due bocche effusive "B1" e "B2", localizzate nel versante orientale del Cratere di Sud-Est, continuano ad alimentare la colata lavica il cui fronte più avanzato si attesta ad una quota di circa 1810 m, lungo la parete ovest della Valle del Bove, subito a nord dei Monti Centenari.

In particolare, il fronte lavico nelle ultime 24 h è avanzato solamente di poche centinaia di metri, come mostra la foto aerea qui a lato, la cui inquadratura è stata effettuata dal lato est del fronte lavico.

Complessivamente il campo lavico risulta caratterizzato dalla presenza di diversi canali di scorrimento, sviluppati per tutta la lunghezza del campo stesso, e che alimentano i fronti lavici in lento avanzamento verso la base della Valle del Bove.

L’attività esplosiva al cono di scorie "B3" consiste in un’intensa e continua attività stromboliana, con emissione prevalente di bombe di lava che raggiungono l’altezza di un centinaio di metri, ma senza emissione di cenere.


Aggiornamento al 20 luglio 2006 - ore 14:00 locali (foto: I.N.G.V. Catania)
Estratto dal rapporto I.N.G.V. di Catania

A seguito di un nuovo sopralluogo avvenuto tra le ore 09:30 e le 14:00 locali alle bocche eruttive e sul campo lavico, sono state effettuate alcune misure termiche della colata e del cono e analisi con il distanziometro laser, queste ultime per stimare quantitativamente il tasso effusivo. Il distanziometro laser è stato utilizzato anche per effettuare una triangolazione che ha consentito di ubicare con maggior precisione le bocche eruttive sul fianco del cratere di Sud-Est. Inoltre, ad una quota di circa 2900 mt. è stato raccolto un campione della colata di lava per analisi petrologiche. (La foto grande in alto mostra il Cratere di Sud-Est, la zona dei Monti Centenari e Monte Lepre inquadrati dall'elicottero della Protezione Civile regionale).

Il fronte più avanzato del campo lavico si attesta alla quota di circa 1830 mt. fra i Monti Centenari e Monte 
Lepre. La lunghezza complessiva della colata è di circa 3 km. A quota 2930 mt. è stata effettuata una misura 
della portata del flusso lavico, ad una distanza di circa 310 metri dalla bocca esplosiva del cono "B3". Le misure 
effettuate con il distanziometro laser indicano che il tasso di emissione è compreso tra 8 e 10 m3/sec alle ore 
13:00 locali. L’attività esplosiva osservata durante il sopralluogo in prossimità del cono "B3" è caratterizzata da 
un’intensa e continua attività di tipo "stromboliana", con emissione prevalente di bombe che raggiungono 
l’altezza di un centinaio di metri, come mostrano le
foto 2 e 3 di questo aggiornamento (sopra a sinistra e qui sotto sulla destra nel campo del visibile).

L’intensità dell’attività esplosiva non ha presentato variazioni significative rispetto al 19 luglio ed è accompagnata da continui boati e da 
forte rumore, (spesso udibile anche a grande distanza come in alcuni centri abitati della vicina provincia di Messina - n.d.r.) associato al rilascio di gas sotto alta pressione. Le misure con il distanziometro laser hanno permesso di stabilire che l’ampiezza del cratere del cono "B3" è di circa 40 metri, e che questo si trova ad un’altezza di circa 130 metri rispetto alla base del Cratere di Sud-Est. Le osservazioni con la telecamera termica del cono "B3" hanno reso possibile il riconoscimento di tre bocche esplosive all’interno del cono stesso, come 
mostra la figura 2. Durante il rilievo, le tre bocche sono state caratterizzate da continua attività "stromboliana" con lanci di brandelli di lava che talvolta raggiungevano la base del Cratere di Sud-Est.

(La figura 2 sopra rappresenta un'immagine termica delle 3 bocche esplosive all’interno del cono, vista da Est).

Da osservazioni dirette del cono "B3", è stato riconosciuto un setto che separa la bocca esplosiva di quota più 
bassa dalle altre due. Inoltre, a valle il cono presenta una morfologia più svasata rispetto ai giorni precedenti 
(vedi figura 3). Inoltre, è stato possibile distinguere sia da immagine termica sia dal visibile, la parte alta del 
tunnel lavico che si è sviluppato nei giorni precedenti lungo il canale lavico alimentato dalla bocca effusiva "B1" 
(figura 4: immagine termica - in alto a sinistra - ed immagine dal visibile - in alto a destra - dell’ingrottamento 
della bocca effusiva "B1". In basso: particolare del tunnel).


Le fontane di lava del 20 luglio 2006 - aggiornamento alle ore 21:30 locali
Estratto dal rapporto I.N.G.V. di Catania

Pubblichiamo qui di seguito l'estratto di un interessante rapporto, corredato tra l'altro di bellissime immagini, redatto dall'Ente in base alle osservazioni eseguite durante il sopralluogo di giovedì 20 Luglio 2006, tra le ore 19:00 e 21:30 alle bocche eruttive. Ecco cosa hanno rilevato i vulcanologi:
Inizialmente l’attività esplosiva sembrava piuttosto modesta in termini di altezza di getti piroclastici, anche se il
livello dei rumori era sempre alto. Il conetto piroclastico che sta crescendo attorno alle bocche esplosive era aumentato di grandezza rispetto alla sera precedente
(vedi foto 1 qui sopra).
(La foto 1 mostra il sistema del cratere di Sud-Est, visto da sud, verso le ore 19:20 locali; e mostra un livello di
attività esplosiva piuttosto basso, ma è evidente la continua crescita del nuovo cono piroclastico posto sul basso fianco del cono di Sud-Est).

Anche l’attività effusiva aveva subìto un calo rispetto alla sera precedente, e il livello della lava nel principale canale d’efflusso si era abbassato (foto n. 2). Era terminata l’attività di lancio di brandelli di lava alla bocca effusiva più attiva, che si era osservata la sera precedente e anche durante la mattinata del 20 Luglio.
(La foto 2 mostra la colata lavica, con una cospicua “dagala” di roccia solidificata, ed il cono di Sud-Est nello sfondo. Da notare il basso livello dell’attività esplosiva al conetto piroclastico visibile poco sotto il cratere di
sprofondamento dell’inverno 2004-2005. La foto è stata effettuata dai vulcanologi alle ore 20:10 locali).

Fino alle ore 20:15 le esplosioni avvenivano da due, raramente tre, bocche, una delle quali si era formata tra la mattinata e la sera del 20 Luglio, sul labbro inferiore del conetto piroclastico (e quindi più in basso rispetto alle altre bocche esplosive). L’attività più intensa si vedeva nella bocca apertasi la sera precedente. Molte esplosioni erano accompagnate da fiammate di gas. La nuova bocca invece mostrava soprattutto intermittenti emissioni di cenere molto diluita, mentre una terza bocca posta più in alto rispetto alle due precedenti, lanciava pochi brandelli di lava incandescente ad intervalli di 10-15 minuti.
Alle ore 20:35 circa, le esplosioni sono diventate progressivamente più forti e ravvicinate nel tempo, e dopo 5 minuti, una serie di forti esplosioni ha rotto il setto tra le bocche esplosive, unendole in una sola, dalla quale si è alzato un getto di lava quasi continuo
(vedi foto 3 qui sopra).
(La foto 3 mostra un aumento dell’attività esplosiva tra le ore 20:35 e le 20:45 ed inizio di fontana di lava. Il
getto di lava è fortemente inclinato verso sud, con la ricaduta di materiale piroclastico incandescente sul basso versante del cono di Sud-Est).

Durante i primi 15 minuti, questo getto mostrava una forte inclinazione verso sud, e una fitta pioggia di bombe incandescenti copriva tutto il basso versante del cono Sud-Est (foto 4). Il getto di lava era spesso sostenuto per intervalli di alcuni minuti, e quindi marcava un netto passaggio dalla precedente attività stromboliana ad una fontana di lava, anche se di modeste dimensioni. L’inizio della fontana era marcato da un drammatico cambiamento del suono, che passava da forti detonazioni ad un continuo, cupo rimbombare. La massima altezza della fontana si può stimare a 200 m, con alcuni frammenti che probabilmente hanno raggiunto anche 300 m sopra la bocca. La fontana è durata approssimativamente 30 minuti, dopo di che il getto di lava è diventato
nuovamente intermittente e meno alto. Il livello di suoni eruttivi comunque è rimasto basso, senza un ritorno ai boati che avevano caratterizzato l’attività dei giorni precedenti.
(La foto 4 mostra una fase di fontana di lava, vista da sud, alle ore 20:45 circa).
(L’ultima foto, scattata da Torre del Filosofo, mostra il momento finale della fontana, e il ritorno ad attività stromboliana).

Durante la discesa verso Catania si è visto che la colata di lava si era biforcata in tre rami sul ripido versante occidentale della Valle del Bove. Non si avevano informazioni se la fontana di lava fosse stata accompagnata da un’impennata nell’attività effusiva.


Aggiornamento al 20 luglio 2006 - ore 08:00 locali (foto: I.N.G.V. Catania)
Estratto dal rapporto I.N.G.V. di Catania

Osservazioni eseguite durante il sorvolo in elicottero della Protezione Civile Regionale alle ore 8:00 locali, e analisi delle immagini delle telecamere visibili e termiche della rete INGV-CT. Complessivamente lo scenario eruttivo presenta caratteristiche simili ai giorni precedenti, con un’attività esplosiva quasi continua e di modesta 
intensità alla bocca "B3", oltre a lanci di brandelli di lava incandescenti fino ad un’altezza massima di circa 100 mt. L’attività effusiva lungo il campo lavico mostra invece una lieve ma visibile diminuzione, con canali lavici più stretti del giorno precedente, ed un fronte lavico ubicato nella zona dei Monti Centenari, sulla parete ovest della Valle del Bove, ad una quota di circa 1830 mt, che mostra un graduale ispessimento. Dalle immagini fornite dalla rete di telecamere INGV-CT (vedi foto a lato), e grazie alle buone condizioni meteo che si sono protratte per tutta la notte, è stato possibile verificare un lieve incremento

dell’attività esplosiva alla bocca "B3", formatasi sul fianco est del Cratere di Sud-Est a partire dalle 23:30 del 19 luglio. Questa attività è durata circa 4 ore, ed ha prodotto un pennacchio denso di gas che si espandeva verso ovest, contenente forse anche poca cenere fine in sospensione. A questa attività non è stata associata alcuna segnalazione di ricaduta di cenere sui paesi dell’Etna, il che conferma che, ove presente, si trattava di poco materiale e presumibilmente molto fine, quindi non tale da creare problemi alla viabilità stradale e area.
Foto sopra: Immagine registrata dalla telecamera termica di Nicolosi, che mostra i crateri sommitali visti da sud. E’ ben visibile il pennacchio di gas denso che si innalza dai crateri e si dirige verso ovest.


Aggiornamento al 19 luglio 2006 - ore 12:00 e 20:00 locali (foto: I.N.G.V. Catania)
Estratto dal rapporto I.N.G.V. di Catania

Alle ore 07:15 è stato effettuato un sorvolo con l’elicottero della Protezione Civile Regionale. Inoltre, tra le ore 09:00 e 12:00 è stato effettuato un sopralluogo alle bocche eruttive e sul campo lavico. In quest’ultimo è stato raccolto un campione per analisi petrologiche.

La foto scattata dai vulcanologi dell' I.N.G.V. di Catania mostra l’estensione del campo lavico che presenta due fronti: quello meridionale (sulla sinistra della foto) è attivo e raggiunge la quota 
di circa 2150 mt, mentre quello settentrionale (a destra nella foto qui a fianco), in raffreddamento, si attesta a quota 1850 mt. circa.

La lunghezza complessiva della colata è di circa 2900 m. L’attività esplosiva, osservata in prossimità delle bocche eruttive durante il sopralluogo, è caratterizzata dalla scarsa emissione di cenere e lapilli (seconda immagine qui sotto), che risulta minore rispetto a quanto osservato il 18 luglio.

L’intensità dell’attività esplosiva non ha presentato variazioni significative in confronto al 18 luglio, ed è stata accompagnata da frequenti boati e da forte rumore associato ad emissioni di gas ad alta pressione.

Nella seconda immagine diffusa dall'Ente, si notano i brandelli di lava lanciati con violenza all'esterno durante l’attività esplosiva.

Rilievi termici hanno evidenziato la presenza di 2 distinte bocche esplosive all’interno del cono B3 (Fig. 3), allineate lungo la frattura eruttiva. Rilievi termici sulla parte alta del campo lavico hanno evidenziato significative variazioni morfologiche rispetto alle misure del 16 luglio. In particolare, risulta un chiaro ingrottamento della colata emessa dalla bocca "B1", mentre il flusso lavico alimentato dalla bocca "B2" si ingrotta dopo pochi metri. Ma veniamo al secondo sopralluogo (quello serale), che è stato effettuato dai vulcanologi alle ore 19:22 in prossimità delle bocche eruttive: è stato osservato che la bocca a cono "B3" ha subito un crollo ed un allargamento verso valle. Associato a questo cambio si è verificato un netto aumento della effusione lavica.



Aggiornamento al 18 luglio 2006 - ore 13:00 locali (foto: I.N.G.V. Catania)

Estratto dal Rapporto INGV del 18.07.2006 Aggiornamento ore 13:00 locali.
Tra le ore 10:00 e 13:00 locali è stato effettuato un sopralluogo alle bocche eruttive e alla colata lavica. La presenza di nuvole e la scarsa visibilità nella Valle del Bove hanno inibito l’osservazione del fronte lavico, mentre la visibilità delle bocche è stata intermittente. Complessivamente il livello di attività esplosiva è paragonabile a quello di ieri pomeriggio. Si è comunque osservata una maggiore abbondanza di materiale fine (ceneri e lapilli) nei prodotti emessi durante le esplosioni. Questo materiale è stato campionato ed è in corso di analisi. Alla bocca "B3" a quota 3100 mt. continua ad accrescersi il cono di scorie, prodotto dalla continua attività esplosiva.

Gas ad alta pressione ed alta temperatura sta fuoriuscendo in continuo da questa bocca, con esplosioni intermittenti associate a boati forti ogni 10 secondi circa. Osservazioni dirette e campionatura della colata lavica sono stati effettuati a quota 2775 mt. A questa quota la colata lavica è divisa in 2 diramazioni, di cui quella più meridionale è ben alimentata. Osservazioni dirette del ramo nord non sono state possibili a causa della scarsa visibilità.


Aggiornamento al 18 luglio 2006 - mattina (foto: I.N.G.V. Catania)

Eruzione in Valle del Bove. L'Etna non preoccupa gli esperti.
Continua nel versante di sud-est l'eruzione iniziata tra il 14 e 15 luglio, con l'apertura di 2 bocche effusive a quota 3.000 e 3.050 metri che stanno riversando un fiume di lava nella desertica Valle del Bove. In attività anche il fenomeno "stromboliano" di quota 3.100 lungo la frattura eruttiva. L'attività ha dato luogo a un cono di scorie nel quale si aprono 3 bocche esplosive rilevate dalla telecamera termica dell'I.N.G.V. Durante il sorvolo in elicottero di questa mattina, i vulcanologi catanesi hanno accertato che le 2 bocche eruttive continuano ad alimentare, con 2 flussi che si uniscono a quota 2.950, un campo lavico largo circa 2.200 mt

Il fronte più avanzato ha raggiunto quota 2.100 metri a nord di Serra Giannicola Piccola, nella alta Valle del Bove. La colata si biforca circa 100 metri prima del fronte. Continua, accompagnata da forti boati udibili a grande distanza, anche l' attività di degassamento ad alta pressione ed il lancio di brandelli di lava dalle 3 bocche esplosive.

Il Presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, nel pomeriggio di lunedì ha compiuto un sorvolo sul teatro eruttivo a bordo di un elicottero della Protezione Civile, accompagnato dal dirigente generale del Dipartimento Regionale della Protezione Civile, Salvatore Cocina. Il dirigente ha dichiarato che, a partire da mercoledì, la Protezione Civile siciliana sarà dotata di un "laserscan", una apparecchiatura che, montata sull' elicottero, permetterà di ricostruire al computer la geometria della colata lavica con grande precisione.

Cuffaro ha poi ribadito che la situazione è sotto controllo e che allo stato attuale non vi è alcun pericolo.

Estratto dal Rapporto I.N.G.V. del 17 Luglio 2006, aggiornato alle ore 16:30 locali:
Osservazioni eseguite durante il sorvolo con l’elicottero. Complessivamente il volume di lava eruttato dall’inizio 
dell’eruzione è stato stimato a circa 800.000 m3 con un tasso effusivo medio nelle ultime 24 h di 3,9 m3/s.
L’attività esplosiva osservata alla bocca di quota 3100 m sul fianco orientale del Cratere di Sud-Est si mantiene 
di intensità moderata, e comunque del tutto confrontabile con quella osservata nella mattinata.

I rilievi effettuati con la telecamera termica hanno evidenziato un campo lavico complesso, nel quale si osservano diversi canali lavici che si intersecano e dividono. Questa struttura è caratteristica di campi lavici che si formano in condizioni di basso tasso effusivo, che permette il diramarsi delle colate. Tassi di effusione alti, di contro, producono flussi lavici singoli e molto lunghi. Sono al momento assenti fenomeni di sovrapposizione dei flussi ed ingrottamenti, solitamente responsabili di repentini allungamenti delle colate. Si osserva però nel canale lavico più settentrionale che la superficie del flusso ha forma convessa verso l’alto, indice questo di un lieve e locale aumento della portata lungo questo canale. Nel complesso, il lieve aumento del tasso di effusione rispetto a ieri è coerente con il lieve aumento di attività esplosiva alla bocca di quota 3100 m, e mostra una fenomenologia ancora in piena evoluzione.


Aggiornamento al 17 luglio 2006

Continua senza soste l'eruzione che ha avuto inizio la notte tra venerdì 14 e sabato 15 luglio, con l'apertura di 
due bocche effusive, localizzate rispettivamente a quota 3.000 e 3.050 metri, sul versante orientale del cratere di sud est. Il fiume di lava incandescente si sta riversando fortunatamente in una ampia zona desertica denominata Valle del Bove. Il fronte lavico viene alimentato da effusioni costanti, i cui boati sono udibili in modo 
chiaro perfino nel versante nord di Piano Provenzana e alla Pineta Ragabo. Continua anche l'attività di tipo 
"stromboliana" a quota 3.100 sul versante orientale del cratere di sud est, lungo la frattura eruttiva, che ha 
originato un cono di scorie nel quale, secondo quanto rilevato dai vulcanologi dell' I.N.G.V. di Catania con la telecamera termica, si aprono 3 bocche esplosive. A seguito di un primo esame effettuato nella giornata di 
sabato con un sorvolo in elicottero, risulta che ci si trova di fronte ad un campo lavico abbastanza complesso. La colata ha compiuto 1.700 metri in direzione est e si riversa nell'alta Valle del Bove, dove ha raggiunto quota 
2.400 metri. Secondo gli esperti, l'Etna ha riversato in superficie, nelle prime 36 ore di attività, una quantità di 
magma pari a circa 300 mila metri cubi, con un tasso effusivo di 2,6 metri cubi al secondo. E' stato notato, 
inoltre, che dalla terza frattura lavica a quota 3.100 vi è una bassa attività esplosiva, in diminuzione rispetto alla prima giornata.

La Dott.ssa Sonia Calvari dell' I.N.G.V. catanese, ha spiegato che occorrerà attendere ancora qualche giorno per comprendere con maggior precisione la reale situazione eruttiva.

Ma veniamo al rapporto I.N.G.V. di lunedì 17 luglio, aggiornato alle ore 07:30 locali dopo un sorvolo in elicottero: le due bocche localizzate nel versante orientale del Cratere di SE ad una quota di 3050 mt. circa e 3000 mt. circa, contrassegnate dalle indicazioni "B1" e "B2" nella foto diffusa dallo stesso Ente, hanno continuato ad alimentare due flussi lavici, che si uniscono a quota 2950 m. Il campo lavico si estende per una lunghezza orizzontale di circa 2.2 km. Il fronte più avanzato ha raggiunto la quota di circa 2100 m, a nord di Serra Giannicola Piccola nella alta Valle del Bove. La colata si biforca a circa 100 mt. prima del fronte, come evidenziato dall'immagine n°1 che inquadra dall'alto lo stesso fronte della colata lavica, arrivato a quota 2100 m. (Foto realizzata durante il sorvolo con l’elicottero della Protezione Civile Regionale alle ore 07:30 locali del 
17/07/2006). A monte della bocca denominata "B1", ad una quota di circa 3100 mt, si è formato un piccolo cono di scorie per la ricaduta di brandelli di lava intorno alla bocca "B3". Questa bocca mostra un degassamento ad alta pressione, ed emissione di brandelli incandescenti, collegabili con boati che possono essere sentiti da lontano. La seconda immagine riguarda una ripresa aerea effettuata da est, realizzata durante il sorvolo con 
l’elicottero della Protezione Civile Regionale, del campo lavico prodotto dalle bocche effusive B1 e B2. In alto si 
osserva la bocca B3, che mostra attività di degassamento ad alta pressione e lanci di brandelli di lava.