![]() |
|
| DALLA
PINETA RAGABO ALLA GROTTA DEI LAMPONI E RIFUGIO TIMPAROSSA |
|
| Diciamo subito che si tratta di un percorso lungo e complesso riservato ai veri amanti della montagna. Per affrontarlo occorre un buon allenamento fisico oltre che una certa conoscenza territoriale. Si consiglia pertanto di avvalersi di una guida esperta. I sentieri sono percorribili a piedi a cavallo o in mountain-bike. Tempo di percorrenza di sola andata a piedi: circa 3 ore. La partenza è dal piazzale della Mareneve dove sono situate le baite in legno dell'Hotel Ragabo e del Rifugio Brunek. Poco prima di queste baite, sulla destra in direzione Nord, si apre un sentiero (vedi foto a lato) che conduce alla Grotta del Corruccio, un ex condotto lavico ostruito da detriti. |
| Si procede nel bel mezzo di un rigoglioso bosco di pino laricio, che poi cambia gradualmente le sue caratteristiche a seconda delle quote raggiunte e dei luoghi. Al primo bivio svoltare a sinistra per raggiungere la Contrada Pitarrone, dove sorge l'omonimo Rifugio. Questi percorsi della Forestale circondano l'intero perimetro del vulcano (pista altomontana) e sfociano nel versante Sud di Nicolosi, dopo cira 35 Km. Uno dei pregi più belli di questa escursione è il SILENZIO: qui il tempo sembra fermo. Da Pitarrone si raggiunge la pista battuta sulla colata lavica del 2002, che conduce fino alle lave del 1923, con un paesaggio divenuto improvvisamente arido. |
| Attraversiamo la colata lavica del 1923, e poi di nuovo il bosco che ci porta davanti alla Grotta delle Palombe e al relativo rifugio. Consigliamo di non entrare in grotta da soli e senza un'opportuna attrezzatura, poichè l'accesso è costituito da un pozzo verticale di circa 20 mt. seguito da un condotto sotterraneo di 150 mt senza altri sbocchi. Qui ci troviamo in territorio di Castiglione di Sicilia. La nostra meta è Contrada Dammusi, dalla quale, se il tempo lo consente, è perfino possibile scorgere in lontananza le Isole Eolie. | |
![]() |
![]() Stefano Famà con il M.llo Di Francesco e la Guardia Scelta Falanghella. |
![]() |
![]() |
Qui a Dammusi, ci spiega il Maresciallo Rosario di Francesco, si osserva una colata lavica diversa dalle altre, a causa della sua particolare forma "a corda" ottenuta durante il raffreddamento. Ciò è dovuto alla composizione chimica del magma, tipica delle Isole Haway, denominata "Pahoehoe". Su questa superficie molto compatta, la vegetazione stenta a crescere anche a distanza di molti anni. Da queste conformazioni laviche particolari derivano anche i nomi strani di alcuni luoghi, come ad esempio il "Monte dei Morti", il cui appellativo deriva dal fatto che le "corde" somigliano a cadaveri accatastati. |
![]() |
![]() |
![]() |
|
Alcuni torrioni in pietra lavica posti in mezzo alla neve come punti di riferimento, indicano l'imbocco della Grotta dei Lamponi, una delle più facili dell'Etna, tanto da venire spesso visitata dalle scolaresche. |
![]() |
![]() |
Il silenzio di queste zone induce a pensare che l'aridità del terreno non porti la vita, ma dobbiamo ricrederci davanti a queste orme di coniglio selvatico sulla neve...CONTINUA | ![]() |
|
|