Acireale - Convento francescano di San Biagio
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Si tratta di un convento francescano che risale a dopo il terremoto del 1693, ubicato nella parte alta della città nell'omonima piazza, accanto al carcere minorile. Un luogo di culto poco conosciuto che custodisce però dei tesori di grande interesse. I Frati Minori sono arrivati ad Acireale nel 1516 a seguito di un decreto dell'Arcivescovo di Catania, ex generale dell'ordine Francescano. Il convento destinato ad ospitare i frati venne edificato accanto ad una chiesetta di campagna dedicata a San Biagio che si trovava fuori le mura di Acireale. Nel 1699, 6 anni dopo il terremoto, i frati ricostruirono il convento che era andato completamente distrutto, dandogli l'aspetto che ancora oggi conosciamo. In tempi recenti questo posto era anche adibito a "casa di spiritualità" per gruppi di giovani fedeli che intendevano percorrere un cammino spirituale in linea con i dettami francescani. Il chiostro è arricchito da lunette che furono realizzate su volere delle famiglie facoltose dell'acese, dipinte dal "Sordo di Aci" Giovanni Lo Coco. Veri e propri capolavori non segnalati nelle guide turistiche. Tra queste lunette ve n'è una di grandi dimensioni raffigurante i papi ed i vescovi dell'ordine Francescano. Tra gli episodi più importanti figurano la vita di S. Francesco e S. Chiara, ed un episodio commovente che narra di un bambino caduto in un paiolo e salvato in extremis dal Santo. Una particolarità degna di attenzione è sicuramente un autoritratto del "Sordo di Aci", con tavolozza e pennelli. 


INIZIO SEQUENZA

Anche la chiesetta di San Biagio offre al visitatore alcune opere d'arte molto interessanti. Il tetto fu realizzato in legno grazie al paziente lavoro di ricostruzione dei frati iniziato nel 1700, ed è conservato ancora intatto. Sull'altare maggiore vi è una statua dell'Immacolata realizzata da argentieri messinesi. Di lato si trova la tomba di Padre Gabriele Allegra, un grande religioso francescano considerato anche per il suo grande spessore culturale, in grado di parlare e scrivere ben 16 lingue diverse. Il suo più grande merito fu la traduzione della Bibbia in lingua cinese: la prima nella storia della Chiesa. Accanto alla chiesetta trova posto un museo che raccoglie molti pezzi di valore, tra cui le "cinquecentine" e vecchi arredi, oltre ad alcune tele attribuite a Pietro Paolo Vasta, famosissimo pittore acese, e altri pittori locali e siciliani.

 

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