Catania - Monastero dei Benedettini
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INIZIO SEQUENZA

I Benedettini a Catania fecero storia non solo per il loro potere, ma anche perchè vivevano nel più assoluto benessere, soprattutto a tavola. Alcune testimonianze riportano che avevano a disposizione ben 1,5 Kg. di carne a testa per i pasti quotidiani. Nel '700 i frati erano odiati dalla popolazione, che provata dalla carestia assisteva all'abbondanza delle loro libagioni. Tanta gente della Catania povera attendeva la fine dei pranzi davanti al monastero per potersi sfamare con gli avanzi. La cucina del convento è a forma di edicola poligonale, con la parte centrale che fungeva anche da cappa, progettata in maniera funzionale e all'avanguardia. Tutti i punti cottura, infatti, potevano essere raggiunti da ogni lato della sala, a differenza delle cucine tradizionali che venivano costruite a ridosso di un muro con fruibilità ridotta a soli 3 lati. Il pavimento e la parte esterna mostrano delle belle piastrelle in ceramica. Il vano passa-vivande era direttamente collegato al refettorio, e anche qui si conservano i pavimenti originali dell'epoca, restaurati a dovere. 
Questa zona era divisa da porte che possono essere considerate come le antenate delle moderne tagliafuoco, progettate appositamente per impedire il propagarsi di eventuali incendi.
Accanto al vano passa-vivande c'è un locale di servizio con esposizione di oggettistica, attrezzi e suppellettili varie appartenuti ai Banedettini prima del 1866, data in cui furono cacciati dall'edificio. In altri scaffali si possono osservare alcuni strumenti scientifici dell'Ufficio Meteorologico Governativo, che si insediò in alcune aule del noviziato dopo il 1890.
Attenzione particolare meritano le suggestive cantine ubicate sotto le cucine, attraversate dalla colata lavica del 1669 che attraversò Catania.
I Benedettini curavano direttamente l'approvvigionamento delle acque, con una rete idrica interna basata su 2 sistemi: raccolta dell'acqua piovana ed estrazione da un pozzo profondo 34 mt. alimentato dalle acque del fiume Amenano, che anticamente, prima di venire canalizzato, serviva la zona limitrofa al convento stesso. Nel 1886 questi locali divennero la sede dell'Osservatorio Astrofisico, voluto e diretto dal Prof. Tacchini, in ricordo del quale è stato collocato un busto in marmo. Di questa attività rimangono al museo diversi strumenti che venivano utilizzati in quell'epoca. La favorevole posizione del monastero, che si trova nella parte alta della città, favorì lo studio della mappa celeste per un progetto che a quel tempo si svolgeva tra Parigi e Catania. 

 

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