Museo Civico
Belliniano

Vincenzo Bellini - busto marmoreo Indirizzo: Piazza San Francesco, 3 - 95125 Catania. Tel. 095-7150535.
Orario: invernale dalle ore 9.00 alle 13.30; estivo dalle ore 9.00 alle 12.30.
Festivi dalle ore 9.00 alle 12.30. Chiuso a Capodanno e il 5 febbraio (S. Agata).
Ingresso: gratuito.
Servizi: visite guidate, assistenza tesi, archivio. L'annessa biblioteca musicale conduce la catalogazione e la classificazione del materiale librario, spartiti, libretti d'opera, assicurando la dovuta assistenza agli studiosi.

Bibliografia: A.P.T. Catania.

Vincenzo Bellini ha rappresentato una delle massime glorie del mondo musicale catanese. Alcune delle sue celebri
opere rappresentano un vero e proprio simbolo cittadino, tanto da essere eseguite e celebrate ogni anno nei concerti del calendario musicale classico di Catania. Il Museo Belliniano, inaugurato nel 1930, ha sede proprio nella casa natale dell'artista. Vincenzo Bellini, nato il 3 novembre 1801, visse qui per 16 anni prima di trasferirsi nella casa del nonno paterno e di partire, nel 1819, per Napoli. Il Museo occupa 3 stanze e 2 piccoli vani, a cui va aggiunto anche un minuscolo ingresso. I locali sono disposti in modo da accompagnare il visitatore in una sorta di percorso che attraversa le varie tappe della vita e della carriera del compositore, dalla nascita fino alla morte.
Il tour nei locali belliniani passa attraverso l'alcova nella quale egli nacque, per concludersi nella piccola stanza funeraria.
Nella sala d'ingresso, dove troneggia un dipinto di
Michele Rapisardi, "Apoteosi di Bellini", sono disposti dei modellini di scena che rappresentano, come in un teatrino, le 10 opere composte dal celebre musicista catanese:
Teatro Bellini di Catania - interno
"Adelson e Salvini" - 1825
"Bianca e Fernando" - 1826
"Il Pirata" - 1827
"La straniera" - 1829
"Zaira" - 1829
"I Capuleti e i Montecchi" - 1830
"La sonnambula" - 1831
"Norma" - 1831
"Beatrice di Tenda" - 1833
"I Puritani" - 1835



Museo Civico Belliniano di Catania - sale interne

Nella prima sala, denominata "Sala A", si trovano alcune stampe raffiguranti Catania ai tempi in cui Bellini vedeva la luce, e le varie delibere adottate dal governo della città a favore dello stesso musicista; dalla borsa di studio di 36 onze annuali che gli permise di studiare a Napoli fino all'erezione di un monumento.
Nella sala successiva, la "Sala B", dove si trova l'alcova (locale posto sulla destra nella foto qui a fianco), viene esposto un clavicembalo di proprietà di un cugino dell'artista, utilizzato da Bellini nel 1832 per eseguirvi la "Norma".
La sala contiene, tra altri cimeli, una bella raccolta di immagini del Maestro, tra cui un ottimo ritratto a stampa di Girolamo Bozza sul famoso disegno di Natale Schiavoni (1830), e un piccolo busto realizzato pochi mesi prima della morte del musicista, da Jean Pierre Dantan. Un'ampia vetrina centrale ospita numerosi oggetti di proprietà dell'artista, come 2 preziosi orologi, alcune piccole posate, due calamai, fazzoletti, spille d'oro, due belle miniature della celebre cantante Maria Malibran, interprete prediletta del compositore. Alcune bacheche murali raccolgono una vasta documentazione originale sul decesso di Bellini a Puteaux, in Francia: stampa e fotografia della villa della famiglia Levys, dove il compositore morì.
Nella stessa vetrina è custodita la nota lettera autografa di Rossini che annunciava la scomparsa del musicista, l'atto di morte, il referto medico dell'autopsia e una copia della pagina del registro civile di Puteaux con l'annotazione del decesso. La "Sala C", che si pensa fosse in origine la camera da letto, ospita una raccolta iconografica di vari periodi della vita di Bellini nei diversi luoghi dove si svolse la sua carriera: da Catania a Napoli, da Milano a Palermo, da Londra a Parigi. Di un certo interesse i 2 strumenti esposti: una spinetta utilizzata dal nonno Vincenzo Tobia, e un pianoforte verticale inglese adoperato dal fratello di Bellini. Museo Civico Belliniano di Catania - maschera mortuaria di Bellini
La "Sala D" è di particolare interesse, in quanto vi sono raccolti numerosi manoscritti musicali autografi: composizioni degli anni giovanili dal 1811 al 1819, lavori realizzati nel periodo di studi napoletano, le partiture di "Adelson e Salvini", dei "Capuleti e Montecchi" e della seconda edizione dei "Puritani", oltre ad abbozzi di quell'incompiuto "Ernani", poi sostituito dalla "Sonnambula". Notevole è anche il pianoforte a tavolino. Nell'ultimo locale, la "Sala E", un tempo probabilmente la cucina dell'abitazione, sono esposti oggetti legati alla traslazione della salma di Bellini, nel 1876, dalla Francia a Catania. Si tratta della bara, una maschera mortuaria (foto sopra) del Dantan, fotografie e riproduzioni della cerimonia. Altri cimeli sono stati acquisiti al museo nel corso degli anni, come un fortepiano appartenuto al musicista, una lettera di Giulietta Pasta, una di Giuditta Turina (con cui il compositore allacciò una tormentata relazione amorosa) e una di Giovanni Pacini, oltre ad una partitura della "Sonnambula".


 

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